Caos cimiteri, Taffo: "Non funziona nulla, finalmente utenti iniziano a stranirsi"

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"Nulla funziona dal punto di vista cimiteriale a Roma. Ama si lamenta che ha pochi operatori e la cosa fa già ridere di suo. Questo è un lavoro dove i festivi non esistono, loro fanno tutti i ponti sul calendario, come se non bastassero gli scioperi, le normali malattie dei dipendenti. I cimiteri sono pieni, l'amministrazione pubblica manda avvisi non firmati e le salme vanno ad ammucchiarsi in depositi al collasso". Daniele Taffo, responsabile dell'omonima impresa funebre diventata celebre per le pubblicità dissacranti, racconta all'Adnkronos le difficoltà quotidiana di una situazione che a suo dire con l'emergenza pandemica, c'entra poco o nulla.

"Oggi si è arrivati a uno scandalo, finalmente gli utenti iniziano a stranirsi. Il caos cimiteriale è un dramma che va avanti da tempo - sottolinea Taffo - la differenza è che oggi con il Covid sono tutti esasperati e ci si rende conto dei problemi con maggiore evidenza. Dai cimiteri capitolini non vengono date risposte, ogni giorno parliamo con un'amministrazione pubblica che non manda comunicazioni ufficiali, ci arrivano mail di testo firmate da nessuno che avvisano di tumulazioni sospese da un giorno all'altro per scioperi o festivi. Non credo ci voglia un genio per capire il motivo per il quale i cimiteri sono al collasso: se in una città come Roma si sospendono le operazioni cimiteriali per due o tre giorni, Covid o non Covid, la criticità del momento va ad accrescere una montagna di problemi".

Il volume dei decessi è alto, conferma Taffo, ma precisa: "la situazione non ha nulla a che vedere con la pandemia. Tutte le salme adesso vanno in deposito, ma perché? - incalza - Se una salma può essere sistemata subito perché non farlo? Perché tenersi un'urna due mesi quando non ci sono gli spazi per custodire le ceneri e costringere i parenti ad aspettare due mesi per il ritiro? Quando vogliono dobbiamo rispettare le norme igienico-sanitarie, quando non fa comodo fanno sostanzialmente come gli pare. Se piove non si possono fare le inumazioni, se è un festivo si lavora metà giornata. I cimiteri di Roma sono tutti pieni, e non da oggi per il Covid: il Laurentino è fermo perché non possono allargarsi, il Verano è monumentale e in quanto tale è fermo, l'unico rimasto in piedi è Prima Porta: ma una città come Roma può avere un solo cimitero che riceve le salme? Addirittura, al momento di comprare un loculo, ad alcune famiglie è capitato di dover firmare dichiarazioni con le quali acquistavano il loculo così come lo trovavano, perché pericolante. E' fantascienza, ma verità. E d'altronde non c'é alternativa. Cosa possiamo dire alle persone? Io come operatore funebre non posso fare la battaglia contro i mulini a vento, è fondamentale che gli utenti si facciano sentire". (di Silvia Mancinelli)