Caos a Hong Kong: terzo giorno di proteste e scontri, scuole chiuse

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Inizia oggi, mercoledì 13 novembre, il terzo giorno di scontri e proteste dei manifestanti pro-democrazia ad Hong Kong: la città è nel caos. I trasporti, come ha annunciato la Mtr, il gestore della metro, sono sospesi: in particolare restano ferme le linee East Rail e Kwun Tong lines. Alla Chinese University la Polizia ha evacuato almeno un ottantina di studenti, mentre le scuole sono rimaste chiuse per motivi di sicurezza. La Polizia ha innalzato i livelli di sicurezza dopo gli scontri di martedì. Inoltre, l’Ufficio di collegamento della Cina di base a Hong Kong, ha annunciato che l’ex colonia “sta scivolando verso l’abisso del terrorismo”. Anche la Borsa risente di queste tensioni e cala di -1,82%.

Hong Kong, città nel caos

La città di Hong Kong è nel caos: la seduta parlamentare di oggi è stata sospesa, i trasporti sono paralizzati e le scuole rimangono chiuse. Dopo la discussione accesa tra il presidente del Partito Democratico, Wu Chi-wai, e il segretario alla Sicurezza, John Lee, i lavori dell’Assemblea Legislativa subiscono un arresto. Il tema delle divergenze riguarda la gestione degli arresti effettuati dalla polizia negli scontri con i manifestanti. Valutando la situazione, quindi, il presidente della Camera, Andrew Leung Kwan-yuen, ha annullato la seduta odierna. In seguito i lavori sono ripresi ma con molte difficoltà. I parlamentari pan-democratici, inoltre, hanno chiesto le dimissioni del segretario alla sicurezza dell’amministrazione di Carrie Lam. Quest’ultimo, secondo quanto riferiscono i media, avrebbe “le mani sporche di sangue”.