Caos in Perù, il presidente Castillo scioglie il Parlamento: "Si tratta di un golpe"

Caos in Perù, il presidente Castillo scioglie il Parlamento:
Caos in Perù, il presidente Castillo scioglie il Parlamento: "Si tratta di un golpe" (REUTERS/Ivan Alvarado)

Il presidente del Perù Pedro Castillo ha sciolto il Parlamento e ha dichiarato lo stato di emergenza in quello che i media peruviani denunciano come "un golpe" in atto nel Paese. In un discorso alla nazione, Castillo ha annunciato anche la sua intenzione di convocare elezioni legislative che si terranno nel giro di nove mesi. Secondo i media locali, l'ex presidente peruviano si sarebbe trasferito nella sede della Prefettura di Lima. Lì, riferisce la radio RPP, si starebbe recando una squadra speciale della polizia anticorruzione che procederà al suo arresto.

Inoltre il capo dello Stato ha decretato l'introduzione del coprifuoco a partire da oggi fra le 22 locali e le 4 del giorno successivo. Infine ha chiesto a tutti coloro che posseggono armi di consegnarle al più vicino posto di polizia nel giro di 72 ore.

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Il drammatico annuncio di Castillo è stato formulato alcune ore prima dell'inizio di una seduta del Parlamento in cui si sarebbe dovuta discutere una risoluzione riguardante la sua destituzione per "incapacità morale".

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La vicepresidente della Repubblica peruviana Dina Boluarte ha condannato la decisione di Castillo di sciogliere il Parlamento. Via Twitter, Boluarte ha respinto "la decisione di Castillo di provocare una rottura costituzionale disponendo la chiusura del Congresso". Si tratta, ha denunciato, "di un colpo di stato che aggrava la crisi politica e istituzionale che la società peruviana dovrà superare nello stretto rispetto della legge".

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Il presidente Caastillo ha abbandonato con tutta la famiglia il palazzo del governo a Lima. Non è chiaro dove sia diretto il capo dello Stato, mentre circolano informazioni ufficiose secondo cui Castillo potrebbe rifugiarsi nell'ambasciata del Messico.

Intanto il parlamento del Perù ha destituito il presidente con 101 voti a favore, sei contro e dieci astensioni. A seguito della destituzione, il Parlamento ha convocato la vice presidente Dina Boluarte alle 15 (le 21 italiane) per l'ufficializzazione della successione presidenziale.

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