Caos a Londra per il più grande sciopero ferroviario in 30 anni

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Londra, 21 giu. (askanews) – Caos e disagi a Londra per il più grande sciopero ferroviario britannico degli ultimi 30 anni. Una protesta di tre giorni per chiedere aumenti salariali a fronte dell’inflazione in continua crescita, migliori condizioni di lavoro e per dire no agli esuberi previsti dalle compagnie private. Una linea su due è stata chiusa e quattro treni su cinque sono stati cancellati. Le trattative dell’ultimo minuto con i sindacati per evitare l’interruzione del lavoro si sono arenate.

Davanti alla stazione di Kings Cross, in molti si lamentano per i disagi causati dalla protesta. “Le azioni di poche centinaia, 50 o 60 persone hanno un impatto su milioni di persone in tutta la città, che è una capitale internazionale. Le aziende non funzionano bene, le persone hanno disagi, i bambini non possono andare a scuola… e se volessi andare in ospedale? Se ci fosse un’emergenza? Se mia moglie avesse le doglie? Questa protesta non fa davvero bene a nessuno” dice Mohammed Zamin, dipendente di una start-up.

“Non credo affatto che sia giustificato, no, davvero – aggiunge Johnny Carr, regista e fotografo – ho l’impressione che durante la pandemia questi ragazzi siano stati assistiti piuttosto bene; e parlo esclusivamente da libero professionista”.

Ma molti sono d’accordo con lo sciopero. Come Chrissy Tiller, consulente artistica:

“Non credo che si renda più difficile la vita agli altri lavoratori, si potrà dover prendere un autobus invece della metropolitana o qualcosa del genere. Può causare qualche inconveniente ma queste persone non si battono solo per loro stesse, ma per tutti noi. E qualcuno deve prendere posizione”.

Uno scenario insolito quello della metropolitana di Londra o delle stazioni deserte o addirittura chiuse. I passeggeri sono stati avvertiti di non viaggiare per tutta la settimana.

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