Caos in Perù, si dimette il presidente Merino

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AGI - Il presidente ad interim del Perù, Manuel Merino, si è dimesso, appena cinque giorni dopo il suo insediamento. E la capitale Lima è esplosa in festa dopo una settimane di proteste proprie contro Merino e contro la cacciata del suo popolare predecessore, Martin Vizcarra, accusato di corruzione.

Merino, 59 anni, si è dimesso poco dopo che una sessione di crisi del Parlamento gli aveva chiesto di lasciare il potere prima delle 18 (mezzanotte in Italia) pena provvedimenti di censura. "Voglio far sapere all'intero Paese che mi dimetto", ha dichiarato Merino in un discorso televisivo, il giorno dopo che un giro di vite della polizia contro i manifestanti ha causato almeno due morti.

Il Congresso è tenuto a nominare un nuovo presidente - il terzo del paese sudamericano in una settimana - in una nuova sessione in serata.

L'ultimatum del Parlamento era arrivato dopo che il ministero della Salute aveva confermato il decesso di due manifestanti ieri durante una marcia pacifica a Lima, repressa dalla polizia con pallottole e gas lacrimogeni.

Merino ha detto che per evitare un "vuoto di potere" i 18 ministri del governo che aveva fatto giuramento giovedì sarebbero rimasti temporaneamente in carica, anche se quasi tutti si erano dimessi in seguito alla repressione delle proteste di ieri.

Ieri per il settimo giorno consecutivo i manifestanti hanno protestato contro la destituzione di Vizcarra, rimosso dal Parlamento in seguito a un'accusa di corruzione non provata per la quale non è stata ancora aperta un'inchiesta. Al posto di Vizcarra era stato nominato presidente ad interim l'oppositore Merino, già presidente del

Parlamento e espressione di un gruppo di forze politiche di destra legate ad alcune università private contrarie alla lotta anticorruzione e alla riforma universitaria che Vizcarra, anch'egli di orientamento conservatore, stava portando avanti.

Dopo le violenze che ieri hanno causato tre morti, decine di feriti e almeno una ventina di dispersi, gli agenti si sono ritirati nelle vicinanze della sede del Congresso e centinaia di manifestanti che si trovavano ancora nel centro storico di Lima sono avanzati in modo pacifico.