Caos procure: gip Matassa, 'perché lettera a Mattarella non l'hanno firmata tutti magistrati?' (3)

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Caos procure: gip Matassa, 'perché lettera a Mattarella non l'hanno firmata tutti magistrati?' (3)
Caos procure: gip Matassa, 'perché lettera a Mattarella non l'hanno firmata tutti magistrati?' (3)

(Adnkronos) – Secondo Lorenzo Matassa oggi la magistratura rischia la delegittimazione "e il pericolo è sotto gli occhi di tutti". "Basta leggere le statistiche sulla fiducia degli italiani nella Giustizia – dice Lorenzo Matassa -però vorrei dire a tutti coloro che leggeranno queste mia parole che la magistratura non è quella raccontata da Palamara nel suo “Sistema”. La magistratura che, con onore, ho visto lavorare in questi decenni è fatta da uomini e donne davvero straordinari. Gli italiani devono ricordarla non per le correnti, ma nella foto del povero giudice Mario Amato ucciso dai fascisti alla fermata dell’autobus". "Dico questo perché in quella immagine del cadavere si scorge un buco nella suola della scarpa e ciò indusse a pietà anche il suo assassino", aggiunge ancora il gip. "La magistratura ha pagato un tributo altissimo alla libertà e alla Giustizia del nostro paese e gli italiani onesti non devono mai dimenticarlo", dice.

Ma cosa potrebbe fare il Capo dello Stato Mattarella? "Anche qui la risposta è semplice. Il Presidente della Repubblica – dall’alto della Sua Autorità e prestigio – dovrebbe continuare l’opera di 'moral suasion', convincimento morale nei confronti di tutte le alte cariche travolte dalle dichiarazioni auto ed etero accusatorie di Palamara invitandole a fare un passo indietro. Del resto, si tratterebbe solo di continuare un’opera già iniziata e che portò alle dimissioni del collega Paolo Criscuoli e di altri componenti del Csm. Ma questo non basterà. Alla 'moral suasion' dovranno seguire le opportune azioni istituzionali perché l’Italia possa conoscere la verità, tutta la verità e niente altro che la verità su questa non trasparente pagina della sua Storia collettiva e affinché nuove leggi (con nuovi meccanismi) riportino le cose a normalità. È questo che la Nazione intera chiede al Presidente". "Sono certo che la sensibilità e l’intelligenza, universalmente riconosciute, saranno presto strumento di soluzioni tecniche non più prorogabili".