Caos vaccini a Cremona, Asst: "Attività a pieno ritmo"

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"Anche oggi attività a pieno ritmo per l’hub vaccinale dell’Asst di Cremona presso la Fiera di Cremona. L'Asst di Cremona - in accordo con Ats della Val Padana - si è attivata per convocare gli utenti delle fasce aventi diritto e già registrate al portale: ultra ottantenni, sanitari extra ospedalieri e insegnanti. Alle 17 le persone già vaccinate sono 597 (374 over 80 con Pfizer e 223 con AstraZeneca- altre categorie). Attualmente sono cento gli utenti in attesa di essere vaccinati". Lo scrive su Facebook l'Azienda Socio - Sanitaria Territoriale dopo il caos di ieri mattina presso l'hub di Cremona Fiere, dove si sono presentate meno di 100 persone, a fronte delle 600 attese per la somministrazione del vaccino anti-Covid. A causa di un errore sul sistema di prenotazioni, l'hub, capace di accogliere a regime fino a 1.200 persone, è rimasto deserto.

L'Asst di Cremona ha quindi iniziato a chiamare i sindaci di Cremona e dei Comuni vicini per farsi inviare la lista di persone da contattare, previste dal Piano vaccinale e quindi gli over 80, gli insegnanti, il personale delle forze ordine, sanitari ed extra ospedalieri, in modo da non sprecare le dosi. In poche ore però, complici anche i social, diverse persone si sono riversate all'hub, sperando di ottenere una dose. L'Asst ha dovuto quindi invitare le persone ad aspettare di essere chiamate e di non presentarsi di loro spontanea volontà.

"Il vero problema che abbiamo in questo momento è quello di non avere un modello unitario in tutta Italia di come si fanno le vaccinazioni, quindi le regioni vanno un po' per i fatti loro, a seconda di quelle che sono le disponibilità dei vaccini non sempre ponderate per il tipo di popolazione che si ha e in ragione anche del personale sanitario" commenta all'Adnkronos Filippo Anelli, presidente Fnomceo, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

"Teniamo conto anche delle diversità che esistono tra regione e regione - spiega - in una regione come quella lombarda, dove i vaccini arrivano forse un po' più rispetto al meridione e gli operatori sono sempre di più rispetto soprattutto a quelli del Sud Italia, uno si aspetterebbe maggiore efficienza. Credo che il vero problema sia laddove non c'è uniformità e i criteri sono poco chiari. Può capitare che ci sia un incidente di percorso come quello di Cremona. Certo, la situazione diventa abbastanza grave perché coinvolge persone che sono fragili e che pongono nel vaccino un'aspettativa molto importante".

E sulla "sfuriata" della vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti, che ha definito "incapaci" i membri della società Aria, Anelli dice: "Il governo è il suo, se ritiene che delle persone siano incapaci le sostituisca". E si augura: "Spero che quanto accaduto non scoraggi le persone, anzi vedo nella gente la voglia di vaccinarsi, è l'unico modo per uscirne fuori, i dati sono molto chiari ed edificanti per certi aspetti: nei paesi dove si sta vaccinando la terza ondata praticamente non c'è. Il vaccino funziona, ha funzionato su noi medici, la cui mortalità è in controtendenza rispetto alla curva epidemica, ridotta quasi a zero. Credo che non sarà un disservizio a fermare la voglia della gente di vaccinarsi".