Capasa: "Fashion week inclusiva e aperta, tornati quasi a livelli pre Covid"

(Adnkronos) - Sarà una fashion week "entusiasmante e aperta", in grado di mettere insieme "l'inclusione e gli eventi più esclusivi". Parola di Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, che all'Adnkronos racconta come sarà la settimana dedicata alle collezioni femminili per la prossima primavera-estate, al via da oggi a Milano. "Credo che il segreto sia nell'equilibrio tra eventi inclusivi ed esclusivi, tra i tanti nuovi brand giovani e quelli storici che trainano la settimana della moda" spiega Capasa a margine dell'inaugurazione del Cnmi fashion hub. Tra grandi ritorni e attesi debutti, per questa edizione la Milano Fashion Week ha deciso di essere un po' più democratica, con diversi eventi, come le sfilate di Moncler, Diesel e Anteprima, che saranno aperti non solo agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico.

"L'apertura al pubblico è importante - sottolinea Capasa - non solo per brand come Moncler e Diesel che possono essere visti in presenza ma anche per gli schermi diffusi nella città e che trasmetteranno le sfilate in streaming. Anche il digitale è molto forte: nella scorsa stagione 64 milioni di utenti si sono registrati per guardare gli show in diretta. E' bello che ci sia questa energia, con tutta la community internazionale della moda che partecipa".

Tantissimi i buyer e i giornalisti internazionali arrivati a Milano per seguire le sfilate. "Ormai siamo tornati quasi a livelli pre Covid - assicura Capasa -. Questa stagione è particolarmente entusiasmate, con tante persone che vogliono tornare dal vivo a vedere cosa succede a Milano. Ci sono meno addetti ai lavori dalla Cina ma alcuni giornalisti importanti si sono registrati per vedere le sfilate dal vivo a Milano. Al ritorno dovranno poi fare la quarantena ed è ammirevole che abbiano deciso di essere comunque presenti. Abbiamo buyer e giornalisti da tutto il mondo, arrivati dal Giappone, dalla Corea, dagli Stati Uniti, da tutta Europa, dai Paesi arabi. Sarà una fashion week entusiasmante e piena di persone. In città tutto è fully booked".

Qualche incognita, tuttavia, continua a pesare sul comparto: "Non dimentichiamo che c'è una guerra alle porte dell'Europa - evidenzia Capasa - che la pandemia non è ancora completamente domata in alcuni Paesi. Le incognite ci sono e sono tante". L'energia resta un problema importante. "Alcune aziende del nostro comparto, soprattutto quelle piccole che producono materie prime, sono interessate da questi rincari senza precedenti, ai quali si aggiunge la difficoltà di determinare quale sarà il prezzo dell'energia".

Capasa ricorda inoltre come sul pellame i costi energetici, prima della crisi, pesassero "circa il 10% del costo del prodotto finito" mentre oggi "arrivano a toccare il 30-50% e non si riesce a capire a quanto ammonteranno nei prossimi mesi". Il settore, spiega, ha chiesto al governo di fissare un cap per i prossimi 12-18 mesi, almeno per le aziende energivore. "Lo chiediamo al governo e all'Europa - è l'appello del numero uno di Cnmi -. E' impossibile programmare e fare politica industriale se non si ha la certezza di questi costi. Quello che chiediamo è uno sforzo necessario per far sì che le aziende non chiudano o mettano i lavoratori in cassa integrazione". (di Federica Mochi)