Capi ultras Juve arrestati per violenza ed estorsione aggravata

Capi ultra Juve arrestati

Associazione a delinquere, violenza privata ed estorsione aggravata. Sono solo alcune delle accuse mosse contro i principali referenti degli ultras bianconeri. Le indagini, che hanno portato all’esecuzione di 12 misure cautelari contro altrettanti capi ultras della Juve, arrestati nell’ambito dell’operazione “Last banner” che ha portato a decide di perquisizioni in diverse città italiane. Le persone coinvolte sarebbero almeno una quarantina. Tra gli indagati anche il Nucleo Armato Bianconero. Le indagini, condotte Digos e coordinate dalla procura di Torino, sono iniziate un anno fa in seguito a una denuncia dello stesso club. Dopo l’interruzione di alcuni privilegi concessi negli anni dalla Juventus ai gruppi ultras, questi avrebbero risposto con estorsioni mirate a riottenere i vantaggi soppressi.

Capi ultras Juve arrestati

I più importanti gruppi ultras della Juve avrebbero distribuito illegalmente i biglietti per le partite bianconere, grazie all’aiuto di alcune ricevitorie. Avrebbero inoltre ideato e messo in campo una strategia criminale che prevedeva di ricattare la società calcistica per costringerla a riassegnare i privilegi concessi in passato ai gruppi ultras. Tra le persone coinvolte nello scandalo anche Dino Mocciola, uno dei capi assoluti dei Drughi, e il suo braccio destro Salvatore Cava. Deciso anche l’obbligo di dimora per Massimo Toia e Massimo Corrado Vitale, due nomi molto conosciuti nell’ambito del tifo ultras bianconero.

Molte di queste personalità avrebbero inoltre rapporti con la ‘Ndrangheta. Rapporti evidenziati anche dall’inchiesta di Report risalente a circa un anno fa.

La testimonianza

Il potere degli ultras della Juventus è stato testimoniato anche da Luca, un tifoso juventino che ha raccontato in esclusiva a Il Giornale la sua esperienza relativa al 2013. Il ragazzo, insieme ad alcuni amici, avevano comprato dei biglietti da 170 ciascuno per la partita di Champions League. Nonostante il prezzo ufficiale fosse di 40 euro i ragazzi decisero di pagare lo stesso l’ingente cifra al referente degli ultas. Ma, nonostante il biglietto al rialzo, due di loro non sono stati fatti entrare.