Capitol Hill, messo in stato di arresto l'ex guru della comunicazione della Casa Bianca

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Capitol Hill Steve Bannon
Capitol Hill Steve Bannon

Nelle scorse settimane si era rifiutato di testimoniare sull’assalto a Capitol Hill avvenuto a gennaio 2021. Ora Steve Bannon, braccio destro di Donald Trump ed ex stratega della comunicazione alla Casa Bianca, è stato messo in stato d’arresto. L’uomo si è consegnato di sua spontanea volontà all’FBI, nella mattinata di lunedì 15 novembre.

Capitol Hill Steve Bannon, cosa rischia

Stando a quanto appreso, i capi d’imputazione che stati presentati a suo carico sono due. Oltre ad essersi rifiutato di testimoniare, non consegnando la documentazione richiesta gli è stata anche mossa l’accusa di oltraggio al Congresso. Bannon, se dovesse essere condannato, potrebbe rischiare una sanzione di 100mila dollari.

Capitol Hill Steve Bannon, “Stiamo abbattendo il regime di Biden”

Nel frattempo Bannon, comparso davanti alle telecamere, ha affermato che quello che starebbe accadendo sarebbe solo rumore: “Stiamo abbattendo il regime di Biden. Voglio che voi, ragazzi, restiate concentrati sul messaggio. Questo è tutto rumore”.

Capitol Hill Steve Bannon, Sgarbi: “Azione sbagliata e irricevibile”

Nel frattempo Vittorio Sgarbi, commentando la notizia dell’arresto di Bannon, ha dichiarato ad Adnkronos: “è un errore grave di una presidenza fallimentare. E’ un arresto sulla base delle opinioni, perché lui era in auge durante la presidenza Trump. Un’azione sbagliata e irricevibile”.

Ha quindi proseguito: “Tutte queste operazioni, come quelle contro i no-vax, sono limitative di libertà di opinioni che possono essere discutibili ma sono opinioni rispettabili […] Neanche la chiesa è stata così severa. La chiesa non ha cacciato Lefevre: se uno prende una posizione non condivisibile, non per questo deve essere trattato come un delinquente”.

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