Capitolo dei Legionari di Cristo tra nuovi scandali di pedofilia

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Città del Vaticano, 21 gen. (askanews) - Si è aperto lunedì il capitolo generale dei Legionari di Cristo, congregazione religiosa fondata dal defunto sacerdote messicano Marcial Maciel (1920-2008), riconosciuto colpevole di pedofilia dal Vaticano che, già all'epoca di Benedetto XVI, commissariò la Legione.

Il capitolo dovrà eleggere il nuovo governo per i prossimi sei anni, ossia direttore generale (attualmente Eduardo Robles Gil Orvananos), i suoi sei consiglieri e l'amministratore generale.

Nei mesi scorsi i Legionari di Cristo hanno affidato ad una commissione interna la verifica sulle accuse di abusi sessuali nella storia della congregazione e, dopo sei mesi di lavoro, hanno reso pubblico che "dal 1941 ad oggi, 175 minorenni sono stati vittima di abuso sessuale commesso da un totale di 33 preti della congregazione. Questo numero di vittime comprende almeno 60 minori abusati da padre Marcial Maciel. I 33 presti rappresentano il 2,44% dei 1353 legionari ordinati sacerdoti nel corso della storia della congregazione. Tra questi 33 preti, sei sono morti, otto hanno lasciato il sacerdozio, uno ha lasciato la congregazione e 18 sono rimasti nella congregazione. Dei 18 che rimandono, quattro hanno restrizioni ministeriali che comprende un piano di sicurezza e il divieto di contatti pastorali con minori e 14 non hanno più ministero sacerdotale pubblico".

Nei giorni scorsi, a ridosso del capitolo, un nuovo caso è esploso in Messico, dove - ha rivelato Associated Press - l'amministratore della scuola dei Legionari di Cancun, Fernando Martinez Suarez, a sua volte una vittima di Maciel, abusava sessualmente in modo regolare le bambine dell'istituto. La Legione ha riconosciuto i fatti, chiedendo scusa e informando che il Vaticano ha dimesso il sacerdote dallo stato clericale e rendendo inoltre noto che un altro sacerdote messicano, Eloy Badia, ha rinunciato a partecipare al capitolo generale.