Cappato: "800 persone hanno chiesto di poter morire"

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"Ai nostri avversari diciamo: noi saremo alleati, lo siamo già per le cure palliative, per l’assistenza ai malati, per l’assistenza ai disabili per la ricerca scientifica. Assistenza che deve essere sempre fornita alla luce del sole e non nella clandestinità cui il proibizionismo costringe. Quasi 800 persone si sono rivolte a Mina Welby e a me per chiedere di poter morire e avrebbero potuto prendere una decisione diversa se fossero state assistite da un medico, uno psichiatra, un assistente sociale. Questa lotta di libertà una volta che l’avremmo vinta ci potrà far alleare con coloro che oggi sembrano essere i più acerrimi nemici". Lo ha detto Marco Cappato, il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, nella conferenza stampa che precede il concerto/evento ‘Liberi fino alla fine’ a piazza San Giovanni Bosco, a Roma, ricordando Marco Pannella che diceva "i nostri veri nemici sono gli indifferenti". "I nostri veri nemici - continua - sono quelli che dicono di essere d’accordo noi e magari per sei anni non hanno mosso un dito per ottenere una legge per vivere liberi fino alla fine".   

Nel frattempo, in riferimento alla notizia pubblicata dal sito delle 'Iene' secondo la quale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrebbe chiamato il presidente della Corte costituzionale in merito alla legge sul fine vita, l'Ufficio stampa del Quirinale precisa quanto segue: ''E' una notizia assolutamente falsa e grave. Il Presidente Mattarella non ha mai effettuato né questo né altri simili interventi perché da sempre attento alla distinzione dei ruoli e all'assoluto rispetto dell'indipendenza della Corte Costituzionale''. La conferma arriva anche dalla Corte Costituzionale: "La notizia pubblicata sul sito delle Iene" di una "telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi", in merito all'udienza del 24 settembre sul caso Cappato "è assolutamente falsa".