Cappellano militare: "Nostri soldati come Cristo, si sacrificano per Ucraina"

(Adnkronos) - "I nostri militari in un certo senso stanno ripetendo quello che ha fatto Gesù Cristo, sacrificando la propria vita per il prossimo, per i figli, per la propria gente e difendendo la loro terra dall'aggressore. Per questo consacro le loro armi, perché le usino per riprendersi la nostra terra benedetta da Dio". Parla all'Adnkornos Mykola Medynskyy, il cappellano militare ucraino che al fronte benedice l'artigliera dell'esercito ucraino e seppellisce i corpi di soldati e civili abbandonati in strada o nei campi di battaglia.

"Dal 2014 sono il maggiore cappellano del partito Pravyy Sektor e lo sono stato del battaglione di Kulchytskyy - racconta - che fa parte della guardia nazionale. Il 26 febbraio siamo arrivati a Kiev perché avevamo informazioni che potesse essere accerchiata. Abbiamo lavorato sia in città che nell'intera regione, a Bucha, Irpin e Borodyanka, anche perché ritengo che il mio compito sia quello di portare il sostegno psicologico e morale non soltanto ai militari ma anche a quei civili che hanno subito l'aggressione. La consacrazione delle armi è una pratica antica, viene fatta per i militari che difendono il proprio paese, non per quelli che vanno a compiere una aggressione, come invece fa la Chiesa russa che benedice le armi per uccidere".

Soltanto l'ammissione di colpa può, secondo il cappellano, salvare l'esercito russo. "Solo riconoscendo i propri crimini e pentendosi onestamente - spiega Medynskyy - i soldati potranno redimersi in qualche modo. Un po' come l'apostolo Paolo che perseguitava i cristiani ma che, quando spiritualmente ha incontrato Dio, si è pentito cambiando la sua posizione. L'uomo può purificarsi e pentirsi di qualunque male ha arrecato. Così come pure il popolo tedesco, che ha riconosciuto gli orrori commessi durante l'epoca nazista ottenendo il perdono. La Russia in questo momento non solo non si pente ma non riconosce neanche quei crimini che sta commettendo".

"Quello che sta passando l'Ucraina è forse una via obbligata per scontare gli errori commessi dai nostri antenati - è il punto di vista che il cappellano militare offre all'Adnkronos - il Paese sta andando verso l'Ararat e ora il popolo ucraino, attraversando sofferenza e sangue, arriva alla morte per poi risorgere. Quando parlo di errori commessi nel passato, mi riferisco ai casi in cui l'Ucriana ha servito lo stesso impero russo che promuove l'ideologia di Satana, uccidendo bambini e innocenti. Il nostro popolo in passato ha aiutato la Russia, basti pensare alle uccisioni di massa. Oggi paghiamo il prezzo per quegli errori. Quando ci fu la fame indotta da Stalin, le deportazioni di massa siamo stati zitti, in qualche senso tollerando la Russia. Allo stesso tempo stiamo pagando lo scotto di poter vivere in un paese libero e indipendente".

"Tanti momenti mi rimarranno davanti agli occhi. Abbiamo seppellito troppe persone a Bucha, a Borodyanka e non dimenticherò quando, pregando davanti a un cumulo di macerie sotto alle quali si trovavano decine di corpi - ricorda - mi sembrava di sentire i loro lamenti, le loro sofferenze. A Bucha poi, le persone uscivano dalle loro case implorandomi di fare una preghiera per i loro cari che avevano seppellito nel cortile di casa. Ancora a Irpin, quando appena entrati ci siamo imbattuti in una coppia di anziani uccisi in strada".

"E' inaccettabile che tutto questo accada nel XXI secolo, sembrano fatti da Medioevo. A Kharkiv ho visto tantissimi corpi di russi in una boscaglia - dice ancora all'Adnkronos Mykola Medynskyy - indossavano scarpe vecchie, dell'Unione Sovietica. Ma non sono più capace di provare pietà, non più dopo il 24 febbraio scorso. I militari russi, giovani o inesperti che siano, non si sono comportati come persone, ma peggio degli animali. Ed è per questo che quando i nostri combattenti mi hanno chiesto di seppellire i corpi dei nemici, come già feci nel 2014 e nel 2015, gli ho detto di no, che non potevo farlo. La Russia lascia i corpi dei militari nei campi di battaglia, lascia che vengano sbranati dagli animali e quelli che vengono portati in patria funerali celebrati in silenzio, così che non veda nessuno, come fossero dei ladri, dei criminali, perché è quello che sono loro".

"Dopo i crimini commessi, dopo le auto con la scritta 'bambini' crivellate di colpi dai militari russi, non provo nient'altro che disgusto per i militari russi - dice il cappellano - Non sono nemmeno persone, non sono umani per aver commesso simili scempi. Quegli animali che uccidono i bambini non possono pretendere di essere capiti o perdonati. Quanto al morale dei nostri soldati - precisa Medynskyy - è e resta alto, combattivo: l'unico desiderio è cacciare l' esercito russo dal territorio ucraino. Oggi non è la Russia che sta avanzando, ma l'Ucraina, che sta riconquistando i propri territori. Dalla nostra parte verità e giustizia di Dio".

(di Silvia Mancinelli)

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