Capri Art, l'arte come rivendicazione di genere

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Capri Art (Photo: Capri Art)
Capri Art (Photo: Capri Art)

Combattere le discriminazioni di genere attraverso l’arte e la musica. È questo l’obiettivo di Capri Art, evento che si terrà dal 16 al 18 settembre a Villa Lysis a Capri, uno dei luoghi simbolo di libertà e dedicato alla “giovinezza dell’amore”. Tre giorni di concerti, performance e dibattiti per riportare l’attenzione sul tema della rivendicazione di genere, in cui l’arte potrà esprimersi in tutte le sue forme.

Henry e Mary Wreford, due pionieri ottocenteschi dell’inclusività, sono i fratelli inglesi che hanno ispirato la creazione dell’evento. Il primo, arrivato sull’isola a metà dell’Ottocento, fu uno scrittore e giornalista corrispondente dall’Italia per il quotidiano The Times. Le sue cronache progressiste, così come quelle della sorella che fu tra le prime donne corrispondenti estere del giornalismo vittoriano, contribuirono a raccontare un’Italia nuova fatta di relazioni e vicende politico-culturali, connesse a visioni anticonvenzionali attente alla rivendicazione di genere. Sulle tracce della loro eredità culturale - che faceva della libertà di essere la chiave per aprire porte di ville storiche ad artisti e intellettuali di tutta Europa - il direttore artistico di Capri Art Mauro Gioia ha costruito un programma di tre giorni nel quale artisti internazionali compiono un percorso di ritorno a Capri e al suo passato illuminato.

Mauro Gioia (Photo: Mauro Gioia/Stan Guigui Agence)
Mauro Gioia (Photo: Mauro Gioia/Stan Guigui Agence)

Si parte il 16 settembre con il concerto Music and Silence sulle note di Auguste Holmès, Fanny Mendelssohn, Mél Bonis, Clémence de Grandval, Emilie Mayer, Amanda Maier, compositrici di metà Ottocento finalmente riportate in vita attraverso l’esecuzione della loro musica dal Quartetto di archi Ombra felice di Beatrice Muthelet, Clèment Noel, Anne-Elsa Tremoulet e Jerome Le Franc. E venerdì 17 settembre torneranno in vita per una notte anche alcuni magnetici personaggi del XIX secolo caprese. Verranno evocati, in una seduta spiritica artistica, nelle musiche e nelle parole di Peter von Pohel e Marie Modiano nello spettacolo Ballad of the Spirits. L’ultimo atto, sabato 18 settembre, è dedicato a Charlotte Cushman, iconica attrice statunitense che a metà dell’Ottocento creò a Roma una feconda comunità di artiste. Donna coraggiosa ed anticonvenzionale che a metà Ottocento pretese ed ottenne di essere pagata come gli uomini. A raccontarla, in un reading di lettere e memorie, sarà l’attrice Fabrizia Sacchi accompagnata dal Quartetto Ombra felice.

Fabrizia Sacchi (Photo: L'attrice Fabrizia Sacchi)
Fabrizia Sacchi (Photo: L'attrice Fabrizia Sacchi)
Jerome Le Franc (Photo: Il musicista Jerome Le Franc)
Jerome Le Franc (Photo: Il musicista Jerome Le Franc)
Beatrice Muthelet (Photo: La violista Beatrice Muthelet)
Beatrice Muthelet (Photo: La violista Beatrice Muthelet)

A completare il quadro di Capri Art c’è infine Villa Lysis, luogo simbolo dell’isola e dell’immaginario ottocentesco. Candida e dorata, arroccata sotto la tiberiana Villa Jovis e poi a picco sul mare, la residenza fu voluta dal barone Fersen come luogo di libertà dedicato alla “giovinezza dell’amore”.

Villa Lysis (Photo: Villa Lysis)
Villa Lysis (Photo: Villa Lysis)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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