Capua: "Usiamo cinema e teatro per la somministrazione del vaccino"

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ilaria capua covid
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Per distribuire il vaccino anti coronavirus e allo stesso tempo coinvolgere uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria Ilaria Capua propone i Cinevax. Vale a dire la somministrazione dell’antidoto all’interno di cinema e teatri.

Cinevax: l’idea di Ilaria Capua

Sulle pagine del Corriere della Sera, la virologa ha spiegato che, potendo potenzialmente il vaccino arrivare in Italia già a gennaio, è necessario predisporre da subito un piano per intraprendere “la più grande e complicata campagna di vaccinazione mai affrontata dal genere umano“. Di qui la necessità di pensare subito da una parte a come conservare le dosi, dato che quello sviluppato dalla Pfizer dovrebbe rimanere a bassissime temperature. E dall’altra la gestione della somministrazione del vaccino, contando anche che alcuni non saranno monodose e da un’unica fiala bisognerà vaccinare più persone lo stesso giorno.

Di qui l’idea di allestire dei presidi per gestire le operazioni di vaccinazione. Non soltanto nei luoghi canonici ma sfruttando anche cinema e teatri, luoghi oggi vuoti che potrebbero risultare particolarmente funzionali a questo tipo di attività. Si potrebbe infatti pensare ad una modalità di ingresso controllata con percorsi a senso unico e inoltre ci sarebbe l‘elettricità sufficiente per un congelatore a -70 gradi.

Coloro che devono ricevere il vaccino potrebbero sedersi a distanza di un metro uno dall’altro, come si è fatto dopo la riapertura estiva, e nel frattempo agli operatori sanitari risulterebbe più agevole fare il loro lavoro. “Magari chissà, con un po’ di tecnologia si potrebbe riuscire anche a mostrare un cortometraggio o ascoltare della musica. Così si renderebbe questo passaggio molto complicato ed inquietante un po’ più indolore“, ha concluso.