Carabiniere ucciso, americani in carcere: “Mangiano e vedono la tv”

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Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth sono finiti in carcere dopo essere stati fermati e aver confessato l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio. “Con noi non comunicano – dicono gli operatori del carcere di Regina Coeli -. Eppure l’inglese lo parliamo bene” sottolineano. I due americani non si trovano più in isolamento, sono stati trasferiti insieme agli altri detenuti, e condividerebbero le rispettive celle con altri due stranieri più grandi di loro.

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Carabiniere ucciso, americani in carcere

Non dicono nemmeno “thank you” dopo che hanno finito di fare colazione, pranzo e cena – lamentano gli operatori del carcere -. E sì che l’appetito ce l’hanno. Mangiano, dormono e vedono la televisione tutto il giorno, come se non fosse successo niente. Non appaiono per nulla preoccupati, sembrano piuttosto indifferenti, sarà pure per la loro giovane età. Certo, due molto strutturati. Proprio non ce lo aspettavamo“. Così commentano gli operatori del carcere, e in particolare quelli della settima sezione, “Nuovi giunti” dove i due si trovano attualmente.

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Sostegno psicologico e sorveglianza

Ai due giovani, ai quali non è concesso incontrarsi nemmeno nell’ora d’aria, è stata offerta la possibilità di parlare con agenti che parlano inglese, oltre a “massimo sostegno psicologico” e “massima attenzione”: entrambi sono infatti sorvegliati a vista per evitare che possa accadere il peggio. Anche la scelta dei compagni di cella non sarebbe stata casuale. La direttrice del carcere ha convocato diverse riunioni per verificare la compatibilità con gli altri detenuti. I due fino ad ora non avrebbero manifestato esigenze particolari, mentre da parte degli altri detenuti ci sarebbe “totale indifferenza” nei confronti dei due giovani.