Carabiniere ucciso: Cerciello e il collega erano disarmati, senza tesserino e in bermuda

(Photo by Paolo Manzo/NurPhoto via Getty Images)


Emergono altri particolari sul caso del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso lo scorso 26 luglio e per il cui omicidio sono indagati (e al momento in carcere) i due giovani americani Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth.


Ad comunicare gli ultimi dettagli di quella sera in una nuova, scioccante confessione è proprio il collega di Cerciello Andrea Varriale, con lui al momento del delitto.



Secondo il quotidiano online Open, Varriale avrebbe infatti ammesso davanti alla Procura di Roma che Cerciello non era l'unico disarmato dei due (notizia, questa, emersa già il mese scorso) ma "anche la mia pistola era nell'armadietto". Entrambi i carabinieri, quindi, non avevano con sé armi con cui eventualmente difendersi. Anzi, continua il collega di Cerciello, "Eravamo in borghese con bermuda e maglietta, l'arma si sarebbe vista". Dichiarazione, questa, in netto contrasto con quanto comunicato dalle indagini fino ad oggi: e cioè che i due carabinieri si sarebbero palesati ai due giovani americani prima che avvenisse lo scontro.