Carabiniere ucciso, Gargaro: misteri? Disappunto per alcune versioni

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Roma, 30 lug. (askanews) - "Esprimo disappunto per alcune ricostruzioni operate dai media in merito a presunti misteri. Siamo qui oggi per rendere omaggio alla memoria ed al lavoro svolto dal vicebrigadiere Mario Cerciello Rega e per togliere dal campo eventuali possibili dubbi". Lo ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Roma Francesco Gargaro all'inizio dell'incontro con la stampa in merito all'omicidio di Mario Cerciello Rega.

L'ufficiale dell'Arma ha poi sottolineato rispondendo a chi gli chiedeva se ci fossero stati errori nell'intervento che "la procedura seguita è stata regolare". Inoltre si è trattato, ha aggiunto, "di un servizio che si fa ripetutamente ogni giorno. Loro non immaginavano di trovarsi di fronte una persona che si presenta con un coltello di 18 centimetri e non pensavano di essere aggrediti nel momento in cui si qualificano. Non c'è stato momento di fare altro, quando Cerciello ha cinto da dietro Elder lui ha estratto il coltello e l'ha colpito". E quanto alla presenza delle pattuglie, Gargaro ha ribadito che "le pattuglie erano lì e sono state lasciate lì per intervenire. Erano a distanza tale da non poter essere viste per non pregiudicare l'operazione".