Carabiniere ucciso, i retroscena nel racconto del collega

Carabiniere ucciso, i retroscena nel racconto del collega

Andrea Varriale, il collega del carabiniere ucciso Mario Cerciello Rega, era in piazza Mastai già un'ora prima della telefonata al 112 di Sergio Brugiatelli, come emerge dall'ordinanza di convalida di arresto riportata dal Corriere. Lì viene identificato il mediatore dei pusher che poi denuncerà il furto del suo zaino.

VIDEO - Omicidio Rega, la chiamata al 112

Il collega di Mario Rega era già sul posto un'ora prima

"Alle 2.04 e 22 secondi del 26 luglio", si legge nell’atto, "la Centrale operativa dei carabinieri riceveva la richiesta di intervento da parte di Brugiatelli (pregiudicato, sottolinea il giudice, ndr) che riferiva di aver già provato a contattare i responsabili del furto».

Dall'annotazione di servizio di Varriale "emerge che poco prima di ricevere l’incarico di effettuare l’operazione in abiti civili volta al recupero dello zaino di Brugiatelli, alle ore 1.19 Varriale era intervenuto in piazza Mastai su ordine del maresciallo Pasquale Sansone, anch’egli effettivo presso la stazione Farnese, il quale gli riferiva di trovarsi sul posto unitamente ad altri operanti per la ricerca di un soggetto che si era dato alla fuga dopo aver consegnato ai militari un involucro bianco contenente tachipirina». Quel soggetto viene poi identificato come Sergio Brugiatelli.

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I due americani "non hanno capito la gravità del loro gesto"

L’arresto dei due americani è stato convalidato perché sussistono il pericolo di fuga e la mancanza di ogni consapevolezza del "disvalore delle proprie azioni", come si evince anche dagli interrogatori in cui nessuno dei due ha mostrato di aver capito la gravità del gesto commesso; infine la disponibilità di un’arma ad alto potenziale offensivo (un coltello di tipo militare, lama di 18 centimetri ed impugnatura ad anelli).

Le ultime parole di Mario Rega

"Fermati siamo carabinieri, basta". È quanto avrebbe urlato il vice brigadiere Mario Cerciello Rega al giovane californiano durante l’aggressione mortale. Lo ha riferito il suo collega Andrea Varriale nell’annotazione sull’intervento contenuta nell’ordinanza di convalida del fermo dei due americani. "Il vice brigadiere Cerciello Rega, a breve distanza da me", dice il collega, "ingaggiava una colluttazione con l’altro giovane e ricordo di aver sentito le urla del mio collega che profferiva testuali parole: fermati siamo carabinieri, basta".

"Prima di accasciarsi", ha raccontato ancora il militare, "ha detto: Mi hanno accoltellato".