Carabiniere ucciso, inquirenti: granitico quadro indiziario

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Roma, 6 set. (askanews) - "Gli elementi nel complesso raccolti, sebbene non ancora definitivi, forniscono senza alcun dubbio un granitico quadro indiziario a supporto dei gravi indizi di colpevolezza che hanno già consentito l'emissione del decreto di fermo". Lo scrivono gli investigatori dell'Arma nell'iformativa che è stata depositata all'attenzione degli inquirenti della Procura di Roma in merito all'omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. Per questa vicenda sono in carcere due giovani statunitensi: Elder Finnegan Lee e Gabriel Natale Hjorth.

"Occorre innanzitutto precisare che entrambi soggetti -s si spiega ancora nel documento - in ogni fase descritta, sono risultati sempre insieme, a testimonianza della complementarietà dei rispettivi comportamenti nel perseguimento di comuni fini illeciti". E poi in merito alla "posizione di Elder Finnegan Lee è stata certamente chiara e definita sin dall'inizio. Egli ha direttamente contribuito a cagionare la morte del vice brigadiere Cerciello Rega, essendo risultato l'esecutore materiale del delitto mediante l'utilizzo dell'arma bianca rinvenuta all'interno della camera dell'Hotel in cui i due ragazzi venivano sorpresi nella mattinata del 26.07.2019".

Inoltre si aggiunge: "Il contributo causale di Natale Gabriel Hjorth è però parimenti decisivo nella commissione del delitto. In effetti, dei due indagati il Natale è l'unico in grado di ben comprendere la lingua italiana".