Carabiniere ucciso, investigatori: Hjort ha ruolo carismatico

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Roma, 6 set. (askanews) - "Tra i due indagati, Christian Gabriel Natale Hjorth si è rivelato certamente il più carismatico, assumendo una posizione dominante non solo nel momento in cui ha negoziato la restituzione dello zaino, ma anche quando ha impartito a Finningan Lee Elder le disposizioni da adottare in occasione dell'incontro". Così spiegano i carabinieri del nucleo investigativo in un dossier messo a disposizione degli inquirenti in previsione dell'udienza davanti al tribunale del Riesame nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

Per chi indaga "il contributo causale di Natale Hjorth è però parimenti decisivo nella commissione del delitto. In effetti dei due indagati, Natale è l'unico in grado di ben comprendere la lingua italiana. Si fa promotore in tutte le fasi della vicenda, di ogni attività illecita; una volta giunto in Piazza Mastai unitamente ad Elder con il fine di acquistare dello stupefacente, si sottrae al controllo della pattuglia dei carabinieri in borghese, pur avendo certamente riconosciuto gli stessi come appartenenti alle forze dell'ordine in quanto si erano chiaramente qualificati".

E ancora: "la sequenza di immagini ha fornito determinante ed ulteriore riscontro del ruolo ricoperto dall'indagato da Natale Hjort nella pianificazione dell'agguato che ha portato all'omicidio. Infatti Natale è uscito dall'albergo per alcuni minuti prima dell'omicidio, con il cappuccio calzato allo scopo di celare la propria identità ad eventuali testimoni per compiere un vero e proprio sopralluogo".

In un altro passaggio si aggiunge che per la posizione di Natale Hjort sembra aggravarsi. E' lui che - secondo chi indaga - "ha pianificato nei minimi dettagli tutte le fasi della condotta delittuosa posta in essere unitamente ad Elder nel corso di quella nottata, conclusasi con la morte del Vice Brigadiere Cerciello". Ad aggravare la posizione di Hjorth, infine, ci sarebbe anche "il fatto che l'arma bianca utilizzata per l'omicidio sia stata successivamente collocata nel controsoffitto della stanza, a testimonianza della comune volontà di occultare le prove a loro carico escludendo, tale evidenza, che Natale non fosse a conoscenza dell'accaduto" così come "il contributo linguistico offerto da Natale Hjorth necessario e determinante nella realizzazione di entrambi i reati".