Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee: "Fiducia nella giustizia italiana"

Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee: "Fiducia nella giustizia italiana"

Leah Elder, la madre di Finnegan - il presunto autore dell'omicidio di Mario Cerciello Rega - ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Stampa: "Siamo tremendamente dispiaciuti" e " "abbiamo totale fiducia nella giustizia italiana".

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"Non ho parlato con mio figlio. Mio marito - riferisce la signora- lo vedrà oggi a Roma. Ma non riesco a spiegarmi questa sua reazione. E' un ragazzo riflessivo, che ha anche molto sofferto ed è vero che usava la marijuana, che in California è legale e lui la prendeva con la ricetta medica, per alleviare il dolore di una menomazione fisica. Ha perso un dito e ha la mano sinistra in parte paralizzata. E' un incidente che lo segnato. Non mi sono mai accorta che usasse altre droghe".

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"Finn - afferma ancora- è un ragazzo riflessivo. L'unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto". In ogni caso, "sono quanto più vicina possibile al dolore di Rosa Maria: è una tragedia. Ed è una tragedia anche per la nostra famiglia. Con mio marito Ethan siamo sotto choc. Non so come descrivere questo momento, ci sembra un incubo da cui ci sveglieremo. Ma sentiamo che il mondo ci è caduto addosso".

"Oggi abbiamo appreso che le autorità italiane hanno permesso al Console degli Stati Uniti a Roma di effettuare una breve visita in carcere a Finnegan. I suoi difensori ci continuano a fornire informazioni sul caso. Siamo, infine, grati del fatto che sia stata fornita assistenza medica a Finnegan". E' quanto afferma, come riporta Ansa, Leah Elder, la madre del ragazzo che ha ammesso di essere l'autore dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

L'avvocato Renato Borzone, difensore di Finnegan Lee Elder, ha dichiarato: "Ho incontrato in carcere Finnegan e l'ho trovato sconvolto e provato per quello che è successo. Riteniamo che questa vicenda meriti approfondimenti ulteriori anche se preferiamo che i processi vengano celebrati nelle aule di tribunale e non sui giornali".