Carabiniere ucciso, la mamma: “Vogliamo una pena esemplare”

carabiniere ucciso

“Vogliamo giustizia, una giustizia che non faccia sconti a nessuno“. Sono queste le parole pronunciate tra le lacrime da Silvia, la madre di Mario Rega Cerciello, il carabiniere ucciso a Roma nella notte tra giovedì e venerdì. «Non vogliamo la pena di morte per chi l’ha ucciso, come in America, ma una pena esemplare quella sì» ha proseguito la donna.

Carabiniere ucciso, parla la madre

“Giustizia” è la parole che risuona tra le lacrime di Silvia, la madre di Mario Rega Cerciello. La donna rimane per ore davanti al feretro del figlio insieme agli altri due figli, Lucia e Paolo, che non lasciano sola un attimo. Una famiglia “umile ma forte – li descrive chi li conosce -, unita come solo certe famiglie del Sud sanno essere“. “Vogliamo giustizia” ripete la donna parlando dell’assassino del figlio. Presente anche la moglie del vice brigadiere, composta nel suo dolore: “Non so se resterò a Roma, a questo punto. Forse tornerò in Campania, a Somma, col resto della famiglia“.

“Non siate parsimoniosi”

Alla camera ardente, è arrivato anche il sindaco di Somma Vesuviana, paese di origine di Mario Rega Cerciello. “Chi lo ha ucciso è un animale perché le coltellate sono 11 non 8. Ai giudici dico non siate parsimoniosi, c’è bisogno di rispetto per la divisa e per gli uomini che prestano la loro vita allo Stato“. Nella famiglia di Mario, un altro carabiniere continuerà nell’Arma, la moglie del fratello Paolo: “E’ appena stata nominata maresciallo, ha da poco vinto il concorso“. Anche Conte ha voluto dire due parole all’uscita: “C’è molta commozione. Massima vicinanza alla moglie e alla famiglia. Una perdita che addolora tutti“.