Carabiniere ucciso: maestra che insultò polizia, 'docente Novara ha ritrattato? Ha sue ragioni'

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di Roberta Lanzara  

“Mi rivolgerò direttament e all'insegnante di Novara per un commento. Ha ritrattato? Avrà le sue ragioni". A commentare all'Adnkronos la smentita del post su Facebook di Eliana Frontini è Lavinia Flavia Cassaro, la maestra di Torino che urlò ‘dovete morire’ ai poliziotti dopo una manifestazione antagonista contro un comizio di Casapound e che in seguito ad un procedimento disciplinare nei suoi confronti è stata licenziata. 

"C'è una chiara ed evidente volontà politica volta a moralizzare la categoria professionale – afferma - Si controlla e si pone all'attenzione, si contesta e si criminalizza il comportamento soggettivo dell'insegnante anche su quei comportamenti ed atteggiamenti tenuti fuori dal contesto scolastico e oltre il tempo scuola, al di fuori, quindi - rimarca la maestra - della stessa funzione docente! Questo avviene in modo capillare esclusivamente a danno e sulla pelle degli insegnanti", constata. 

"Per quanto riguarda il modo in cui il Miur gestirà la faccenda - prosegue l'insegnante - credo si stia percorrendo ancora una volta una via senza uscita. Sono molto preoccupata ed allarmata dalla modalità con la quale lo Stato con le varie figure professionali potrebbe agire. E dico che se useranno gli stessi metodi adoperati nella mia vicenda sbaglieranno tanto quanto secondo loro avrebbe sbagliato la professoressa”.  

Bocciata dall'insegnante anche l'idea che circola nell'Anp (Associazione nazionale presidi) di promuovere l'elaborazione di un nuovo codice deontologico per gli insegnanti. “Non sono i regolamenti che fanno migliorare il sistema – afferma - Il problema in Italia è che ci sono troppe norme e troppa poca consapevolezza. Piuttosto - constata - bisognerebbe puntare a riportare in auge l’etica personale, la deontologia professionale dato che nel campo della Scuola e della Formazione non mancano certamente le fondamenta teoriche e le suggestioni dottrinali: didattica dell'inclusione, integrazione, didattica personalizzata, la carta dei diritti dell'uomo, la carta dei diritti dei bambini".  

"Ci sono troppe regole, troppa legislazione di emergenza mentre si dovrebbe intervenire strutturalmente sui codici da semplificare ed aggiornare ai tempi. Invece purtroppo – conclude la maestra - i riferimenti, gli interventi, le riforme nel settore dell'Istruzione, della Formazione, della Scuola sembrano voler puntare solo ad un impoverimento del livello culturale, umano, morale quando invece la libertà di insegnamento sola può invece continuare a garantire la pluralità dell'Offerta Formativa".