Carabiniere ucciso, padre: Hjorth non sapeva che Lee fosse armato

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Roma, 31 lug. (askanews) - "L'incontro con Gabriel questa mattina al carcere di Regina Coeli è stato commovente ma molto duro per entrambi. Non si da pace per quello che è successo. Siamo molto turbati per la situazione in cui si trova, ma siamo tutti anche pienamente convinti della sua innocenza". Così afferma Fabrizio Natale, padre di Natale Christian Hjorth, che insieme Elder Finnegan Lee è accusato dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

In un messaggio diffuso da uno dei difensori, l'avvocato Francesco Petrelli, spiega: "Gabriel non pensava assolutamente che potesse esserci uno scontro e non sapeva che il suo amico fosse armato. Di cosa fosse veramente accaduto lo ha appreso solo successivamente al momento del suo arresto. In questi giorni ho letto sui giornali molte cose inesatte sul conto di mio figlio", spiega ancora il genitore.

E poi aggiunge: "Gabriel è un ragazzo normale che studia per diventare un architetto. E' sconvolto per la morte del carabiniere e io come padre non posso che essere vicino al dolore della sua famiglia". Insomma "per quanto riguarda la vicenda del trattamento che ha subito al momento del suo arresto non voglio commentare, so che è stato aperto un fascicolo alla Procura di Roma per questi fatti e sono pertanto convinto che se ci sono responsabilità saranno accertate".