Carabiniere ucciso, pm: Cerciello aveva dimenticato la pistola

Carabiniere ucciso, pm: Cerciello aveva dimenticato la pistola

Roma, 30 lug. (askanews) – Il vice brigadiere Mario Cerciello Rega “aveva dimenticato la pistola”, “era nel suo armadietto in caserma”. È uno dei particolari emersi nella conferenza stampa degli inquirenti sull’uccisione del carabiniere a Roma, nella notte tra il 25 e il 26 luglio, una vicenda ancora da chiarire.

I due americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, accusati di aver ucciso il carabiniere con 11 coltellate, ha garantito il procuratore aggiunto Michele Prestipino, sono stati interrogati nel rispetto della legge. Le indagini sono ancora in corso, ha detto, e ci sono alcuni aspetti ancora da approfondire.

Sulla foto circolata di Natale Hjorth bendato e ammanettato dietro alla schiena, si è ribadito che si è trattato di un “fatto grave e inaccettabile” e la Procura, che indaga definirà le responsabilità. “È caduto un servitore dello Stato” è stato ripetuto più volte.

“Credo di poter dire che è stata una perdita insanabile e lascia un vuoto incolmabile”.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Roma Francesco Gargano ha espresso disappunto per le ombre e i presunti misteri sollevati e diffusi in questi giorni. Ha ricostruito i fatti che hanno preceduto l’uccisione e sul mancato uso delle armi ha dichiarato che non c’è stato il tempo di reagire. “Non c’è stata possibilità di usare le armi. Primo, perché è disciplinato e comunque sono stati sopraffatti nell’immediatezza. Non c’è stato il tempo di reagire. Né il carabiniere Varriale poteva sparare a un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe stato lui indagato.

Poi, il particolare. “Cerciello non aveva l’arma con sé. L’aveva dimenticata, lo sa solo lui perché. Aveva le manette, quindi forse è stata una dimenticanza. Ma ciò non toglie nulla al fatto che non aveva la possibilità di reagire, anche se l’avesse avuta”.

Il procuratore Nunzia D’Elia ha aggiunto che non “era scontato arrivare alla cattura in poche ore”. Quando sono arrivati in caserma i due giovani americani erano in ottime condizioni ha detto, ma erano provati. Secondo loro avevano fatto uso di droga, alcol o tutti e due. Uno di sicuro. “Finnegan aveva fatto un mix di farmaci, ce lo aveva detto, e lui stesso ci ha raccontato di aver preso birra e superalcolici”.