Carabiniere ucciso a Roma, confessano i due americani: arrestati

Roma, 27 lug. (askanews) - I due ragazzi statunitensi di 19 anni fermati per l'uccisione a Roma del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega hanno confessato l'omicidio. Una ammissione arrivata durante l'interrogatorio dei militari dell'Arma e a fronte di prove schiaccianti fra cui il ritrovamento nella stanza dell'hotel in cui alloggiavano dell'arma del delitto, un coltello, e dei vestiti che indossavano quella sera. Ora sono agli arresti per il reato di omicidio aggravato in concorso e tentata estorsione.

Il loro racconto ha permesso di capire quanto accaduto la notte della tragedia: i due cominciano la serata a Trastevere dove, in piazza Mastai, comprano della droga, salvo poi accorgersi che non gli è stata venduta cocaina, ma aspirina tri

tata. Tornano indietro e di fronte al rifiuto di restituire i soldi, rubano lo zaino dello spacciatore italiano, con all'interno droga, soldi e il suo cellulare grazie al quale i tre si risentono e si accordano per uno scambio. Ma il pusher chiama il 112, denunciando un normale furto, senza accenni allo droga, e all'appuntamento , vicino a Piazza Cavour, dove si trova l'albergo dei due americani, si presentano i due carabinieri in borghese. Qui tutto precipita: i militari si qualificano, i ragazzi reagiscono e uno dei due infligge 8 coltellate al vice brigadiere di 35 anni, che muore poco dopo.