Carabiniere ucciso, Varriale: abbiamo mostrato il tesserino

·1 minuto per la lettura

Roma, 15 lug. (askanews) - "Facciamo pochi metri, sotto la farmacia di via Cossa. Notiamo subito due soggetti, uno con la felpa nera con cappuccio calato e l'altro lo stesso ma con la felpa viola. Non facevano nulla. E' una cosa di pochi secondi. Attraversiamo e li avviciniamo frontalmente. Tiro fuori il tesserino e dico 'Carabinieri'. Mi sono qualificato, come sempre. E lo stesso ha fatto Mario". Cos ha detto il carabiniere Andrea Varriale rispondendo alle domande del pubblico ministero nell'udienza del processo per la morte del vicebrigadiere dell'Arma Mario Cerciello Rega, avvenuta il 26 luglio 2019. Sono imputati i due giovani statunitensi Finnegan Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth. "Loro ci hanno aggrediti subito. Non abbiamo visto che erano armati. Io vengo preso al petto e in breve mi rotolo a terra con il soggetto. Sono spalle sul marciapiede quando sento Mario gridare, lamentarsi, con una voce strana. Urlava 'fermati, fermati, siamo carabinieri'". Poi Varriale ha aggiunto: "E' durato pochissimi secondi, questo ho nella mia mente. Lascio andare il soggetto con il quale avevo ingaggiato la lotta, anche se un po' goffa. Capisco che vuole solo scappare e lo lascio andare. Vado verso Mario e lo trovo in piedi, perde sangue in modo copioso. Mi tolgo la maglietta e tampono. Non mi rendo conto di quante ferite ha Mario. In breve la polo diventa intrisa di sangue. Chiamo la centrale e chiedo i soccorsi".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli