Carabiniere ucciso, Varriale in piazza un'ora prima operazione

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Roma, 29 lug. (askanews) - "Dall'annotazione del carabiniere Varriale emerge che poco tempo prima di ricevere l'incarico di effettuare l'operazione in abiti civili, alle ore 1,19, era intervenuto in piazza Mastai su ordine" di un superiore che "gli riferiva di trovarsi sul posto insieme ad altri operanti per la ricerca di un soggetto che si era sottratto all'identificazione dandosi alla fuga dopo aver consegnato ai militari un involucro di colore bianco contenente una compressa di tachipirina".

La circostanza è riportata nell'ordinanza di custodia per i due statunitensi in carcere per l'omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Sul posto - continua il giudice - "veniva identificato Sergio B. che riferiva di essere stato vittima di un borseggio operato da due persone che dopo il furto si allontanavano a piedi in direzione lungotevere altezza ponte Garibaldi. Precisava inoltre che all'interno della borsa che gli avevano asportato era presente il suo cellulare documenti ed altri effetti personali. Al momento gli operanti invitavano Sergio B. a sporgere denuncia presso un qualsiasi ufficio di polizia e riprendevano il normale servizio".

Alle 2.10 - si spiega - "il vicebrigadiere Cerciello Rega veniva contattato sulla propria utenza cellulare dalla centrale operativa del comando Gruppo di Roma, la quale forniva allo stesso ed al Varriale una nota d'intervento presso piazza Giuseppe Gioacchino Belli informandoli che Sergio B. dopo il furto aveva subito anche un tentativo di estorsione. Giunti dopo pochi minuti sul posto i due operanti apprendevano da Sergio B. che lo stesso utilizzando il telefono di un suo amico, contattava più volta la propria utenza cellulare che gli autori del furto gli avevano poc'anzi asportato e interloquiva con una persona di sesso maschile il quale, con accento inglese, gli chiedeva dei soldi per poter rientrare in possesso dello zaino".