I carabinieri intervengono subito, bloccano il truffatore e recuperano il bottino di oltre 2mila euro

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Truffatore arrestato dai carabinieri
Truffatore arrestato dai carabinieri

Comprano entusiasti un computer per il nipote ma invece ricevono uno specchio: anziani truffati ad Agerola secondo la più classica tecnica truffaldina del “pacco”. A darne menzione i media locali che hanno raccolto le informazioni da una velina dei carabinieri, intervenuti a razzo ad arrestare l’autore dell’inghippo speed. Lo storico della vicenda sta a metà fra farsa e crimine, soprattutto a tener conto del fatto che la tecnica del “pacco” ormai tende a far cadere nella rete dei truffatori solo categorie limitate, persone di estrema buona fede e anziani, il che rende il reato ancora più odioso.

Comprano un computer ma ricevono uno specchio: carabinieri sulle tracce del truffatore

Sta di fatto che, come informa il comunicato stampa dei carabinieri della territoriale del comune situato nella città metropolitana di Napoli, “i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per truffa aggravata un 21enne napoletano”. Il fermato, secondo quella nota stampa, era “già noto alle forze dell’ordine”. Ma cosa è accaduto di preciso? Ce lo dice la nota dell’Arma. “I militari stanno percorrendo via Sentiero degli Dei e notano il ragazzo. Lo hanno fermato e lo perquisito. Nelle sue tasche è stata rinvenuta la somma contante di 2mila e 300 euro”.

Comprano un computer per il nipote ma ricevono uno specchio: i controlli e l’arresto

Essendo pregiudicato, il giovane ha immediatamente messo in allarme i militari, che di fronte a quella somma hanno fatto scattare i controlli. “Le immediate indagini hanno permesso di appurare che il ragazzo aveva poco prima consegnato un pacco a 2 coniugi di 79 e 74 anni. Le vittime gli avevano dato il denaro perché qualcuno al telefono gli aveva detto che il nipote aveva acquistato un computer e loro avrebbero dovuto ritirarlo, ovviamente pagando”. A volte agli anziani si fa credere che figli e nipoti siano nei guai e i criminali si spacciano per avvocati o membri delle forze dell’ordine.

Comprano un computer al nipote ma ricevono uno specchio: la telefonata “civetta”

Insomma, il trucco del pacco, che oggi ha anche versioni web al passo coi tempi, era stato in un certo senso perfezionato con l’inserimento della telefonata che avrebbe certificato che il nipote (c’è quasi sempre un nipote, quindi le probabilità di successo sono altissime) aveva effettivamente acquistato un computer, che toccava ai nonni ritirarlo ed anticiparne il saldo. La chiosa del comunicato dei carabinieri è laconica e spiccia. “Peccato che era tutta una truffa, nel pacco un piccolo specchio da tavolo, ma fortunatamente i carabinieri sono intervenuti e hanno arrestato il 21enne, ora in carcere. La somma è stata restituita alle anziane vittime”. Particolare di folklore criminale: negli anni ‘70 e nella mistica criminale soprattutto partenopea nei “pacchi” si metteva uno specchio per dileggiare il truffato: guardando nello stesso nelle intenzioni dei malfattori ci avrebbe dovuto vedere un asino. Stavolta però l’asino è chi è finito in manette per aver cercato di capire la buona fede dei due vecchietti.

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