Carabinieri Piacenza, nuovi dettagli: "Droga e pezzi grossi calabresi"

Stazione dei carabinieri di Piacenza (Photo by Marco Mantovani/Getty Images)

Vengono a galla nuovi dettagli sul caso della caserma dei carabinieri Levante di Piacenza. Negli atti si parla ora di possibile commistione con la ‘ndrangheta dopo che le intercettazioni hanno fatto emergere che Giuseppe Montella (considerato dai pm il vertice del “sistema criminale” della caserma) definiva gli interlocutori di Daniele Giardino (secondo l’accusa il fornitore di stupefacenti) “calabresi” e “pezzi grossi”.

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Per questo motivo adesso si sta occupando del caso anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che, nel particolare, avrebbe nel mirino un deposito nell’hinterland meneghino che fungeva da luogo di ritiro delle sostanze e che, secondo gli investigatori, sarebbe stato gestito da persone vicino a ‘ndrine della Locride.

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Inoltre, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbero molti di più i membri dell’Arma a conoscenza del sistema di Piacenza e che avrebbero però deciso di rimanere in silenzio. “Nessuno mi ha fatto mai una segnalazione, ma non posso pensare che nessuno si sia reso conto di quello che succedeva nella caserma” ha dichiarato a questo proposito Stefano Bezzeccheri, ex comandante della caserma piacentina accusato di aver spinto il gruppo di Montella a continuare con gli arresti illegali.

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