Carabinieri ritenuti vicini a clan camorra: in 5 ai domiciliari

Psc

Napoli, 27 gen. (askanews) - Legami con i clan camorristici dell'area di Sant'Antimo, nell'area Nord di Napoli, e in particolare con i Puca. E' questa l'ipotesi accusatoria dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia partenopea, che hanno coordinato le indagini affidate all'Arma e portato all'arresto di cinque carabinieri e alla sospensione dalle funzioni di pubblico ufficiale, per un anno, di altri tre militari. L'inchiesta, che vede coinvolto anche un ex presidente del consiglio comunale di Sant'Antimo e lo stesso boss Pasquale Puca ora al 41 bis, è partita dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Il reato contestato ai carabinieri e al politico è corruzione, mentre gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di rivelazione di segreto d'ufficio, omissione di atti d'ufficio e abuso d'ufficio. Per tutti è stata esclusa l'aggravante mafiosa. I militari coivolti prestavano tutti servizio nella caserma di Sant'Antimo e, secondo quanto ipotizzato, avrebbero fornito informazioni in merito a indagini e a operazioni di controllo sul territorio. Ci sarebbe stato anche un atto intimidario nei confronti di un maresciallo dell'Arma, particolarmente impegnato nella lotta alla camorra, costretto a subire intimidazioni e minacce fino all'esplosione di una bomba carta sotto la sua vettura rendendo poi necessario il suo allontanamento da Sant'Antimo.