Carabinieri rubano 11mila euro durante una perquisizione a uno spacciatore e cercano di insabbiare tutto

Gabriele Bartoloni
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Carabinieri (Italian police force) (Photo: gabrieletamborrelli via Getty Images)
Carabinieri (Italian police force) (Photo: gabrieletamborrelli via Getty Images)

Due carabinieri che rubano a casa di uno spacciatore e cercano grottescamente di insabbiare il tutto. E’ successo a Rho, dove due agenti hanno prima sottratto 11 mila euro durante una perquisizione e poi, non contenti, hanno anche cercato di eliminare le intercettazioni che avrebbero potuto incastrarli. Missione fallita: i carabinieri sono stati posti agli arresti domiciliari con le accuse di appropriazione indebita, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatico, ma anche di frode in processo penale e depistaggio. La storia è stata raccontata dal Corriere della Sera.

Alla fine di un movimentato inseguimento a Stezzano, in provincia di Bergamo, il 18 settembre 2017 i carabinieri di Rho sequestrano 250 chili di marijuana e arrestano un cittadino marocchino in una grossa inchiesta antidroga del pm milanese Loredana Bartolucci, ma attestano di non aver trovato nulla nella perquisizione a casa, a Dalmine.

Ma il furto non passa in osservato: la moglie dell’arrestato chiama la caserma per denunciare la sparizione, ma i due carabinieri negano tutto.

Ma restano spiazzati alle 21.10 del 19 settembre quando l’arrestato, chissà come con un cellulare, dal carcere telefona alla moglie intercettata e discute dei soldi spariti nella perquisizione: “Hai visto che ladri che sono?”, “Adesso hai visto che hanno portato via 11″

La chiamata è intercettata e i due carabinieri per evitare di finire nei guai si inventano una qualche esigenza investigativa per ottenere una nuova perquisizione a casa del cittadino marocchino. La pm Bartolucci, ignara della condotta dei due, decide comunque di negare l’autorizzazione.

[…] e allora ripiegano sul tornare lo stesso a casa, attestando d’aver reincontrato per caso la donna, di esserne stati invitati a salire a casa, e lì di averla aiutata a cercare meglio i soldi e (guarda caso) a ritrovarli.

In ogni caso però, resterebbe l’intercettazione tra la moglie e il detenuto: un elemento che avrebbe potuto incastrarli. Uno dei due carabinieri, che aveva la possibilità di accesso al sistema di intercettazione modifica la trascrizione e cancella le due frasi sui soldi portati via. Il gesto non passa inosservato.

E qui l’indagine della pm milanese Cristiana Roveda con i carabinieri di Monza ha avuto tre inneschi: l’interprete marocchino accortosi della discrepanza tra audio e trascrizione; un esposto anonimo del 12 febbraio 2019; e il ripescaggio appunto della relazione del 2018 del carabiniere tartassato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.