Carcere, Di Giacomo: rivolte non sono finite, subito interventi -2-

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Roma, 11 mar. (askanews) - "Abbiamo fondato motivo di ritenere che in caso di ulteriori sommosse si potrebbero aggiungere problemi derivanti da 'attacchi' provenienti dal di fuori delle strutture. Riteniamo, per usare le parole del Premier Conte, che anche per le carceri come per il Paese non c'è più tempo da perdere. Servono misure eccezionali tra le quali la sospensione della 'vigilanza dinamica' (celle aperte) per tutto il tempo necessario al contenimento del contagio; l'invio di almeno 10mila militari nelle carceri maggiori - per avere un riferimento solo a Poggioreale-Napoli, San Vittore-Milano, Rebibbia-Roma ne occorrono un migliaio ad istituto e di altre migliaia di uomini delle forze dell'ordine nelle carceri più piccole; l'introduzione di norme speciali per pene altissime a chi istiga, partecipa a rivolte e ancora più severe a chi aggredisce personale penitenziario, in aggiunta alle pene da scontare e senza alcuno sconto. Inoltre come richiesta non politica, l'avvicendamento del Ministro della Giustizia. Forse - continua Di Giacomo - con queste misure riusciremo a far riprendere allo Stato il controllo delle carceri e a garantire la sicurezza del personale penitenziario e dei cittadini".