Carcere e multe per i rapporti extraconiugali, la stretta dell'Indonesia

webinfo@adnkronos.com

Carcere e multe per i rapporti extraconiugali. E fino a quattro anni di detenzione per chi abortisce. E' quanto prevedono le nuove leggi che potrebbero essere presto introdotte in Indonesia e che, secondo i principali media internazionali, hanno molte probabilità di essere approvate, limitando di molto i diritti delle donne. 

Il paese è a maggioranza musulmana e molti credono che lo Stato debba controllare il comportamento dei cittadini e punire chi disobbedisce ai precetti del Islam. Per questo motivo le modifiche al vecchio codice penale, eredità del dominio olandese nella regione, mirano a punire duramente i rapporti sessuali consumati fuori dal matrimonio, siano essi consensuali o meno. Questo nuovo provvedimento potrebbe prevedere, per i trasgressori, la pena minima di una multa di 10 milioni di rupie, tre mesi di stipendio medio di un indonesiano, ma anche sei mesi di carcere.  

Una detenzione "massima" di quattro anni sarebbe invece prevista per le donne che abortiscono, tranne in casi di emergenza medica o di stupro. Ma non solo, una nuova legge punirebbe come "promozione non autorizzata di strumenti di aborto" chiunque prescriva o pubblicizzi la contraccezione tra i minorenni. Reato per cui si rischierebbero fino a sei mesi di carcere. 

Human Rights Watch ha commentato l'attuale disegno di legge come lesivo per i diritti 'delle donne, delle minoranze religiose e delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, nonché per la libertà di parola e associazione".