In carcere per aver forzato il sito della Nasa, ora guadagna milioni come hacker "buono"

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Tommy DeVoss

È riuscito a ricostruirsi una vita grazie a quelle stesse competenze per cui era finito in prigione. Tommy DeVoss è un hacker, ha trascorso un periodo in carcere per aver forzato il sito della Nasa e del dipartimento dell’economia statunitense. Nel 2016, però, si è imbattuto in alcuni programmi di “bug bounty”, in cui gli esperti vengono pagati per rilevare falle in sistemi software e hardware. Come racconta a Bloomberg, De Voss ha ricominciato a trascorrere ore davanti al computer cercando di entrare nei sistemi privati di alcune compagnie o aziende. Questa volta, però, in modo legale e per far in modo che quelle stesse società risolvessero i loro problemi.  

Prima di imbattersi nei programmi di bug bounty, De Voss lavorava per alcuni ristoranti cercando di racimolare qualche soldo. Poi, la svolta. “Quando ho detto a mia madre che avrei riniziato ad hackerare, ma che anziché andare in prigione sarei stato pagato, è rimasta di stucco”, ha raccontato. Il sito per cui lavora si chiama HackerOne: De Voss è uno dei sei iscritti che è riuscito a guadagnare più di un milione di dollari, lavorando cinque o sei ore al giorno. “L’anno scorso mi è capitato di guadagnare 160mila dollari in appena tre o quattro ore di lavoro. Nell’ultimo anno ne ho guadagnati 636mila”, ha spiegato a Bloomberg. E ha aggiunto, senza ipocrisia: “Il fatto di rendere sicuro il sistema è un effetto collaterale positivo, ma io lo faccio per soldi”. 

Ha incominciato ad hackerare quando aveva 10 anni, entrando nella chat room sbagliata. Era ancora troppo piccolo per voler guadagnare. Cercava soltanto un modo per divertirsi un po’. Ha spiegato che la sensazione che prova quando sta “per individuare un bug da 10 o 20mila dollari è la stessa che si ha quando si assumono delle droghe: il cuore inizia a battere più veloce”. 

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