Carcere per evasori, Sgarbi attacca Conte: “Fai arrestare tuo suocero”

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Vittorio Sgarbi torna ad attaccare il Premier Giuseppe Conte in merito alla discussa proposta del carcere per i grandi evasori fiscali. Dopo aver provocatoriamente chiesto qualche giorno fa che venissero arrestati il Presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio per il danno erariale a suo dire connesso all’approvazione del reddito di cittadinanza, ora Sgarbi afferma infatti in maniera più seria come, se dovesse veramente entrare in vigore la legge sul carcere per i grandi evasori, tra i primi a dover essere arrestati ci dovrebbe essere il suocero di Conte.

Carcere per evasori, Sgarbi attacca Conte

In un post pubblicato nella giornata di sabato 19 ottobre dalla pagina Facebook dell’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi si può leggere una dichiarazione del critico d’arte, che recita così: “Tra gli evasori da arrestare, come vuole il presidente Conte, va riservata una cella di prima classe, al padre di Olivia Paladino, sua attuale compagna. Cesare Paladino è il proprietario del Plaza hotel di Roma di via del Corso. Ora, il padre di Olivia Paladino è stato condannato e ha patteggiato un anno e sei mesi di condanna perché faceva pagare la tassa di soggiorno ai clienti e poi se la intascava: l’importo accertato dell’evasione, che è un vero e proprio furto all’erario dello Stato, è di oltre 2 milioni di euro. Si aggiunga che la figlia, essendo amministratore del Plaza ,non poteva non sapere. Una buona occasione per il Presidente del Consiglio di dare l’esempio, accompagnandoli in carcere.

Il commento di Gian Marco Centinaio

Le affermazioni di Vittorio Sgarbi sono state successivamente riprese anche dal leghista ed ex ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio. Ospite della trasmissione di Rai 3 Agorà, Centinaio ha infatti dichiarato: “Mi sembra di capire che se dovessero mettere il carcere agli evasori il Presidente Conte dovrebbe avere dei problemi. Non è una notizia verificata ma l’onorevole Sgarbi afferma che ci dovrebbero essere 2 milioni di euro non pagati da parte di una società che fa riferimento alla famiglia Conte.