Carcere, Uspp: sistema penitenziario al collasso -4-

Nav

Roma, 1 lug. (askanews) - 'La manifestazione davanti al Palazzo del Parlamento' precisa Moretti ' dunque un atto di denuncia ma anche un modo per sensibilizzare chi ha la responsabilit di legiferare e l'Esecutivo a prevedere norme di salvaguardia della tenuta del sistema penitenziario, innanzitutto stanziando adeguate risorse finanziare per la realizzazione di nuovi istituti penitenziari e per ristrutturare quelli esistenti, spesso fatiscenti, per assunzioni di agenti di Polizia Penitenziaria, per interventi nei sistemi tecnologici e per acquisti di dotazioni strumentali necessari al corretto svolgimento del lavoro degli agenti che devono assicurare la sicurezza delle strutture penitenziarie nell'attuale inesistenza di un sistema di protezione e di tutela della loro incolumit fisica e psicologica, soprattutto con riferimento alle conseguenze post-trumatiche dopo episodi di violenza vissuti in carcere. Per quest'ultimo motivo chiediamo mezzi di difesa che possano essere da deterrente ad azioni di rivolte e violenze dei detenuti in danno del personale. La possibilit di poter utilizzare il taser, gi in dotazione alla Polizia di Stato legittimata dal fatto che oggi la Polizia Penitenziaria deve contrastare la violenza in carcere a mani nude. Non per ultimo chiediamo anche di poter utilizzare videocamere portatili e di installare pi telecamere di videosorveglianza possibili per riprendere gli interventi operativi eseguiti dagli agenti, evitando cos le accuse ingiuste di torture che i detenuti avanzano non di rado nei confronti dei nostri colleghi. Ci senza dimenticare che dovrebbe essere inibito a detenuti violenti l'automatico accesso ai benefici di legge (quali sconti di pena o accesso alle misure alternative alla detenzione)'. A riguardo per il Presidente dell'USPP 'non sono pi rinviabili provvedimenti legislativi che prevengano e reprimano azioni violente dei detenuti nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. Nel 2019 gli aggrediti tra gli agenti sono stati oltre 4.200, sostanzialmente quasi quadruplicati rispetto al 2018, dove il numero non ha superato i 1.200. Tutto questo inaccettabile e ci spinge a chiedere che il Parlamento assuma provvedimenti anche esautorando il Ministro della Giustizia su cui ricade in modo ineludibile la responsabilit politica di tale stato di confusione nella gestione delle carceri'.