Carceri, Antigone: si accerti subito verità a S. Gimignano e a Monza

Red/Gtu

Roma, 22 set. (askanews) - Antigone (Gonnella): a San Gimignano, ma anche a Monza, .

"Nei casi di tortura l'accertamento della verità è una corsa contro il tempo. Una corsa che deve essere facilitata dalle istituzioni. Una corsa che richiede la rottura del muro del silenzio da parte di tutti gli operatori che hanno visto gli abusi e le violenze. In questo caso siamo rinfrancati dalla prontezza del lavoro della magistratura e dalla collaborazione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria", lo sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, commentando l'inchiesta della procura di Siena che ha indagato 15 agenti della polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano per tortura: uno dei primi casi di applicazione della legge sulla tortura.

"In Italia - ricorda Gonnella - finalmente i giudici dal 2017 hanno a disposizione una legge (seppur migliorabile) che proibisce e punisce la tortura. E' stata questa una battaglia ventennale di Antigone. Siamo ai primi casi di applicazione di questa legge".

Nelle scorse settimane Antigone aveva presentato un esposto alla procura di Monza per fatti analoghi avvenuti nel carcere della città brianzola e "anche in quel caso abbiamo assistito a un immediato intervento delle istituzioni (garante nazionale delle persone private della libertà e provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). Anche in quel caso decisive potrebbero essere le registrazioni delle telecamere nelle sezioni di isolamento".

Antigone chiede, dunque, che "a San Gimignano come a Monza si arrivi rapidamente alla definizione del processo nell'interesse della giustizia e della legalità".