Carceri, Ardita: infondato pericolo Covid-19 in cella

Gca

Roma, 17 giu. (askanews) - "La normativa che ha consentito la detenzione domiciliare con il braccialetto, di cui ha fruito anche a detenuti a cui non toccava, stata fatta sul presupposto pericolo diffusione Covid, infondato e non suffragato dalla realt". Lo ha detto il consigliere togato del Csm, gi direttore generale dell'ufficio detenuti e responsabile dell'attuazione del regime 41 bis del Dap, Sebastiano Ardita, nel corso della sua audizione in Commissione Parlamentare Antimafia. "In carcere - ha spiegato - entrano poche persone molto controllate. Con poche regole il virus non si diffonde e, al massimo, nelle carceri ci sono stati 150 infettati e nessuno ha preso il virus in carcere, l'unico morto l'ha preso in ospedale a Bologna" ha detto Ardita spiegando per che la notizia del pericolo "rimpallata fra organi istituzionali diventata una realt". Secondo Ardita per evitare le rivolte "bisogna comunicare ai detenuti che si era impegnati per la loro salute, magari facendo fare subito i colloqui con i parenti in video conferenza controllata. Bisognava tranquillizzare la popolazione detenuta e si evitava che qualcuno soffiasse sulle rivolte".