Carceri, Giorgis: "Procedere a investimento serio su misure alternative"

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"L'emergenza sanitaria spero che possa nei prossimi mesi venire progressivamente meno, quello che tuttavia non deve venire meno è cercare di affrontare il problema del sovraffollamento negli istituti penitenziari. Sono stati dati dei numeri che fanno ben sperare sul prosieguo del percorso e che ci dicono di non rimanere fermi". Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis nel corso della conferenza stampa online, organizzata da Antigone, in cui sono stati presentati i dati sulla situazione carceraria in Italia prima e dopo l'esplosione dei contagi.  

Secondo Giorgis serve "far tesoro delle difficoltà e buone pratiche che si sono sperimentate durante l'emergenza sanitaria e dare impulso sostanziale a quell'opzione politica che io credo debba guidare l'azione nei prossimi mesi che si può riassumere nella formula di prendere sul serio la funzione rieducativa della pena e di conseguenza considerare il diritto penale l'ultima risorsa, non come rimedio a tutte le illegalità, soprattutto considerare il carcere l'extrema ratio.  

Quanto avvenuto per gli istituti minorili bisogna estenderlo anche al carcere degli adulti. Bisogna procedere a un investimento serio sulle misure alternative e a una riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario coerente con questa opzione. Anche sull'edilizia carceraria c'è molto da fare". 

"Se vogliamo proseguire nel processo di riduzione del sovraffollamento, bisognerà mettere in conto l'adozione di nuove misure e quindi anche nuove soluzioni legislative", ha rimarcato il sottosegretario.  

L'emergenza, ha continuato Giorgis, "ha anche dimostrato come la tecnologia per certi aspetti possa aiutare un trattamento più consono alla funzione rieducativa della pena. Ora non si deve tornare indietro: cechiamo di trasformare gli esperimenti positivi in soluzioni strutturali ma allo stesso tempo si riconosca come la dimensione di relazione fisica sia insostituibile. Penso alla necessità di far riprendere il più in fretta possibile i servizi educativi e la scuola all'interno delle carceri, che non possono essere del tutto sostituiti dalla tecnologia", ha concluso.