Carceri, M5S: Stato non si piega, tutti rispettino salute pubblica

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Roma, 11 mar. (askanews) - "Le sommosse che si sono verificate in alcune carceri italiane, messe in atto da una minoranza della popolazione detenuta, non possono trovare alcuna giustificazione e non possono essere tollerate in nessun modo dallo Stato. Il nostro ringraziamento, una volta di più, va alla polizia penitenziaria, alle forze dell'ordine, ai direttori delle carceri e ai provveditori, che hanno saputo ripristinare l'ordine garantendo la sicurezza dentro e fuori dai penitenziari". Così, in una nota, i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione giustizia alla Camera.

"Il Dap sin dal 22 febbraio - continuano i deputati - ha emanato e aggiornato provvedimenti a salvaguardia della salute nelle carceri, anche con atti amministrativi poi confluiti nei decreti legge del 2 e del 8 marzo. Misure, come quelle contestate relative alla limitazione temporanea dei colloqui non devono trasformarsi in un pretesto per inscenare proteste violente. L'unica logica è quella di tutelare la salute di tutti all'interno dei penitenziari come all'esterno. A tutti è chiesto in questo momento di cambiare i propri comportamenti e le proprie abitudini e la maggioranza dei detenuti - esprimendo legittimamente la propria paura - ha responsabilmente compreso queste misure che non sono contro qualcuno, ma a vantaggio della collettività".

"Conosciamo la situazione delle carceri e, come ha ricordato il Ministro Bonafede, da tempo è stata prevista l'assunzione di oltre 2500 agenti di polizia penitenziaria, 1500 dei quali sono già entrati in servizio. Inoltre - dicono i parlamentari M5S - sono stati incentivati i protocolli di lavoro per i detenuti ed è stato rafforzato il profilo della rieducazione, anche grazie agli investimenti previsti nell'ultima legge di bilancio. E' dannoso e privo di logica, in un momento come quello che stiamo vivendo, cercare di strumentalizzare la situazione. Così come non è accettabile che i disordini siano causati con l'obiettivo di colpire lo Stato in una situazione di emergenza per ottenere dallo Stato benefici o misure di clemenza. Lo Stato quindi non si piega né mai si piegherà ad alcuna forma di ricatto. Tutti , senza esclusioni, siamo chiamati a dare il proprio contributo alla società per arginare l'emergenza sanitaria. L'unico modo per farlo è seguire le regole con grande senso di responsabilità".