Carceri, Mulè (FI): Bonafede licenzi capo Dap e lo segua

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Roma, 11 mar. (askanews) - "Ministro Bonafede licenzi immediatamente il Capo del Dap e, se ha un briciolo di dignità politica, lo segua un secondo dopo in ossequio al principio di responsabilità. Ovviamente Forza Italia sta senza se e senza ma dalla parte delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria; in particolare siamo vicini ai 40 feriti, alle loro famiglie, alle Forze dell'Ordine, al personale sanitario che da giorni affrontano una rivolta in quasi quaranta carceri italiane, perché noi siamo dalla parte dello Stato. Non c'è nessuna scusante per i disordini e la devastazione di intere strutture che hanno interessato le carceri italiane perché chi ricorre alla violenza si pone fuori dal recinto del confronto e non ha diritto di essere ascoltato". Lo ha detto Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo nell'Aula di Montecitorio sull'informativa del Ministro della Giustizia sulla situazione negli istituti penitenziari in seguito all'emergenza coronavirus

"Però sia chiaro, non siamo dalla sua parte ministro Bonafede - ha aggiunto - perché lei non è certamente all'altezza di ricoprire questo delicatissimo ruolo. Lei per noi è già un pregiudicato dal punto di vista politico, un irriducibile nemico dei diritti e delle garanzie, bocciato dalla Corte costituzionale, sfiduciato dai due terzi della sua maggioranza che però non trova il coraggio di licenziarla. Siamo umanamente addolorati per i 14 detenuti morti, per quelli ancora ricoverati in precarie condizioni e comprendiamo il dolore dei loro familiari. Le 14 vite perse rappresentano la misura di un fallimento, del suo fallimento. Siamo certi che questo poteva essere evitato. È sempre bene ricordare a lei che si nutre di manette e giustizialismo che in quelle celle sovraffollate ci sono migliaia di cittadini che saranno riconosciuti innocenti al termine del loro percorso processuale: nel solo 2018, 1355 cittadini sono stati assolti. Lei non è ministro di giustizialismo ma ministro di giustizia e quindi avrebbe dovuto occuparsi da tempo delle condizioni critiche delle carceri italiane. Tutti i sindacati della Polizia penitenziaria le hanno voltato le spalle, è come se lei fosse stato degradato sul campo dai suoi soldati. La relazione da lei fatta al Parlamento è profondamente deludente, ma questo non c'entra con il Coronavirus ma ha a che fare con un virus che per lei è inguaribile e che è l'incapacità".