Carceri, Penalisti: a Modena come topi in gabbia, serve... -2-

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Modena, 9 mar. (askanews) - "A Modena i detenuti sono tenuti come dei topi in gabbia - ha spiegato Graziano Martino, avvocato penalista -. Nei giorni precedenti probabilmente si è sparsa la voce di una persona risultata positiva al Covid-19. Poi è arrivata la notizia dei provvedimenti del governo e quindi della revoca dei colloqui con i familiari. In questo modo la situazione si è fatta ancora più incandescente". Una situazione, per essere chiari "che riguarda anche tante altre carceri, dove si vive come all'interno di una pentola sotto pressione".

L'emergenza coronavirus, ha proseguito l'avvocato Martino "ha innescato un meccanismo di paura e di panico" in tutti gli italiani, a maggior ragione in chi è costretto a vivere in queste condizioni. "Il numero carcerati è di gran lunga superiore di quello che sulla carta le strutture come quella di Modena potrebbero ospitare. Occorre un provvedimento, che funzioni come valvola di sfogo".

"Un utilizzo di misure alternative - ha aggiunto Ronsisvalle - sarebbe servito per fare scendere un po' la tensione. Occorrerebbero da subito piccoli interventi, come i colloqui audio visivi e la concessione di telefonate straordinarie, che nell'immediato possano dare sicurezza detenuti". E' questa la ragione che porta la Camera penale a insistere nella richiesta di una misura di clemenza da parte del Quirinale.