Carceri, Penalisti: a Modena come topi in gabbia, serve indulto

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Modena, 9 mar. (askanews) - Oltre 500 detenuti "come fossero dei topi in gabbia", in una struttura che ne può ospitare "al massimo 360". E' questa la situazione "ingestibile" che si è venuta a creare nella casa circondariale Sant'Anna di Modena, all'interno della quale è scoppiata domenica pomeriggio una rivolta. La conta finale parla di sei morti e alcuni feriti, anche tra le forze dell'ordine intervenute per sedare quella che viene definita una vera e propria guerriglia. A comunicarlo è il Consiglio direttivo della Camera penale di Modena e l'Osservatorio Carcere e magistrato di sorveglianza che hanno incontrato i Magistrati di sorveglianza e il comandante della Polizia penitenziaria, e che tornano a chiedere con forza un indulto come unica azione sensata per ristabilire la normalità nelle carceri italiane.

"Il nostro pensiero in queste ore non può che essere rivolto ai familiari delle persone decedute e al lavoro encomiabile fatto dalle forze di polizia penitenziaria che hanno operato in una situazione letteralmente ingestibile" ha spiegato l'avvocato Gianpaolo Ronsisvalle della Camera penale di Modena. Una situazione ingestibile anche a causa del sovraffollamento all'interno della struttura, come più volte denunciato. "L'ultimo documento risale al novembre 2019 in occasione della Giornata nazionale dei braccialetti elettronici. In quell'occasione - prosegue l'avvocato - abbiamo ancora una volta sostenuto che un utilizzo di misure alternative sarebbe servito per fare scendere un po' la tensione". (segue)