Carceri, a Santa Maria Capua Vetere agenti in malattia da stress

Psc

Napoli, 17 giu. (askanews) - Continua a essere sotto i riflettori la struttura carceraria di Santa Maria Capua Vetere, vicino Caserta. Questa mattina ennesimo sit-in fuori le mura del carcere, indetto dal Sappe, nel corso del quale stato chiesto un rinforzo di agenti penitenziari, ma anche le dimissioni del Guardasigilli, Alfonso Bonafede. La tensione resta alta: da ieri, inoltre, oltre 100 poliziotti sono in malattia per conseguenze da stress. "Una decisione che, al momento, non sta creando disordini perch - ha spiegato ad Askanews, Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria - ci sono un'ottantina di uomini del Gruppo operativo mobile che sono stati inviati dal Dap gi da sabato, anche se non hanno compiti di servizio". Situazione complessa dopo che gioved 11 giugno sono stati notificati degli avvisi di garanzia da parte dei carabinieri agli agenti penitenziari e che sabato 13 giugno si registrata una rivolta dei detenuti, con otto agenti feriti. "Indubbiamente c' un malumore generalizzato - ha aggiunto Di Giacomo - e il numero degli agenti in malattia molto consistente anche perch nessuno di loro appartiene al Nucleo che lavora all'esterno del carcere. La magistratura far il suo lavoro, un avviso di garanzia un atto di tutela per chi sottoposto a indagini, anche se indubbio che le notifiche non dovevano essere fatte davanti al carcere. In questo momento, secondo il mio punto di vista, bisognava andare avanti e fare un ultimo sforzo evitando un'ulteriore strumentalizzazione della vicenda". Per il leader del Spp "in corso una destabilizzazione del sistema carcerario, sono 11 le procure che stanno indagando su presunte torture compiute dagli agenti in carcere", ha concluso.