Carceri, Sindacato polizia penitenziaria: basta gioco al massacro -2-

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Roma, 17 ott. (askanews) - "C'è sicuramente chi nel Governo, al Ministero, al Dap, ma più in generale nel Parlamento e in politica - aggiunge Di Giacomo - sottovaluta un aspetto: la delegittimazione del personale penitenziario, da una parte, rafforza i gruppi criminali e mafiosi che nelle carceri puntano al controllo totale e a proseguire l'attività impartendo ordini a quanti sono in libertà, come accade con i boss della mafia intercettati al telefono, oltre ad incrementare le aggressioni agli agenti, centomila volte maggiori del "caso San Gimignano" e "caso Torino"; dall'altra, equivale alla resa incondizionata dello Stato.

Purtroppo dal nostro osservatorio, dalla visione di chi lavora quotidianamente negli istituti penitenziari, giungono segnali sempre più allarmanti che rivolte, liti, ritrovamenti di telefonini e sim, droga, armi contundenti confermano, circa una situazione che vede gruppi di carcerati approfittare dell'indebolimento dell'autorità imponendo la loro autorità. È questa una fase ancor più delicata - dice il segretario del S.PP.- : in quanto vede il nuovo Governo intensificare la "politica del buonismo" avviata con il precedente Governo che oltre ad estendere il sistema delle celle aperte aveva previsto persino le "celle per l'amore". Noi - conclude Di Giacomo - non consentiremo di "macellare" i nostri colleghi avvertendo che le conseguenze sono quelle di portare lo Stato al "macello"".