Card. Bassetti: rivedere la legge sul testamento biologico

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Roma, 11 set. (askanews) - Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, fa appello ad una revisione della legge approvata nel corso della scorsa legislatura sul testamento biologico.

"Ben prima che sul reato di suicidio", ha detto Bassetti nel corso di un convegno organizzato dalla Cei sul suicidio assistito, "i lavori parlamentari dovrebbero essere dedicati a una revisione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento, approvate con la legge 219, del dicembre 2017. Le disposizioni contenute in quel testo, infatti, rappresentano il punto di partenza di una legge favorevole al suicidio assistito e all'eutanasia. La legge 219 andrebbe, infatti, rivista laddove comprende la nutrizione e l'idratazione assistite nel novero dei trattamenti sanitari, che in quanto tali possono essere sospesi; così, andrebbero chiarite le circostanze che la legge stabilisce per la sedazione profonda e dovrebbe essere introdotta la possibilità di esercitare l'obiezione di coscienza alla norma. Andrebbe, infine, rafforzato il ricorso alle cure palliative, la cui importanza è cruciale nell'offrire il necessario sollievo alla sofferenza del malato. L'equivocità della legge sul biotestamento è resa evidente se messa in rapporto con il drammatico epilogo della vicenda del francese Vincent Lambert e al quale in Italia, proprio in virtù della legge 219, sarebbero state sospese nutrizione e idratazione, mediante l'accordo tra il medico e il legale, anche senza alcun coinvolgimento del giudice. L'approvazione del suicidio assistito nel nostro Paese aprirebbe allora un'autentica voragine dal punto di vista legislativo, ponendosi in contrasto con la stessa Costituzione italiana, secondo la quale «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo», il primo dei quali è quello alla vita. Tale contrasto segnerebbe dal punto di vista giuridico un passaggio irreversibile, con le enormi conseguenze sul piano sociale che tenterò ora di tratteggiare".