Card. Montenegro: 60mila morti nel Mediterraneo, è inaccettabile

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Roma, 6 feb. (askanews) - "Non si può accettare che in queste magnifiche acque desiderate dai turisti siano morti 60.000 migranti, facendolo diventare cimitero liquido". COsì l'arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, questa mattina da Lampedusa dove si è celebrata la prima tappa del pellegrinaggio dell'immagine della Madonna di Loreto, promosso nell'ambito del Giubileo lauretano indetto per ricordare i 100 anni dalla proclamazione di Maria patrona dell'Aeronautica militare.

"Essere cristiani - ha detto il cardinale a quanto riporta il Sir - è acquisire lo stile del Maestro Gesù, avere cioè la sua stessa attenzione per i poveri, gli ammalati, gli esclusi e la sua capacità di stare accanto agli ultimi perché scoprano di essere i primi davanti a Dio. Questo compito riguarda tutti i battezzati, anche voi che portate una divisa che vi fa onore e che onorate col vostro servizio; tutti siamo chiamati dal Risorto a portare, là dove operiamo, la notizia della possibilità di una buona vita. Gesù - ha aggiunto l'arcivescovo di Agrigento - ci chiede di annunciare, testimoniare, farci vicini agli altri; essere cristiani non è avere addosso il bollino blu della fede, ma è mettersi in gioco, avere il coraggio di andare controcorrente, pur sapendo che lo stile di vita proposto dal Vangelo non sempre e non da tutti è accettato. Non si tratta di essere dei superman o dei 'Mastro Lindo' - ha precisato - ma di raccontare con i gesti più che con le parole, che l'amore si è fatto carne e può riempire di significato ogni vita umana. Vivere da cristiani per noi non è un dovere ma, come ci ha ricordato Papa Francesco, è una gioia. Se il Vangelo è gioia, vivere e portare il Vangelo è fonte di gioia".

Per far ciò, ha rimarcato il card. Montenegro, "non può essere sufficiente una fede da supermercato, da prendi tre e paghi due, light, a basse calorie, inodore, incolore, insapore, né liscia o gassata ma frizzante naturale. Quella che fa sentire le bollicine nel naso. Una fede senza bollicine può essere tutto ma non è fede. La fede è sale, fuoco, è credere che l'impossibile può essere possibile". "Voi potete comprenderlo meglio di tanti altri - ha affermato rivolgendosi agli aviatori presenti - perché non vi accontentate di guardare il cielo, ma ci andate. Non siete campioni da video giochi, ma uomini che sanno osare e sfidare. Voi siete abituati a volare alto. Che nella vita quotidiana sappiate essere gli uomini dell'oltre, dell'alto, capaci di credere e far credere che al di sopra delle nuvole il sole continua a brillare. Siate campioni nella vita, così come dimostrate di esserlo quando guidate i vostri aerei".