Card. Ouellet alla vigilia del Sinodo: scettico sui viri probati

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Città del Vaticano, 2 ott. (askanews) - A pochi giorni dall'apertura del Sinodo speciale sull'Amazzonia (6-27 ottobre), si scalda il dibattito sulla possibilità, come recita l'instrumentum laboris, il documento preparatorio dell'assemblea, "di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile". Il cardinale Marc Ouellet, prefetto della congregazione dei vescovi, si è detto "non contrario ma scettico" sull'ipotesi di introdurre i cosiddetti "viri probati".

"Non sono contrario ma sono scettico sulla possibilità dei viri probati, e credo che non sono il solo: sopra di me c'è uno scettico ma che autorizza il dibattito", ha detto il porporato canadese, che poi, interpellato dai giornalisti, non ha precisato se si riferisse al Papa. Pur sottolineando l'importanza della "inculturazione" della fede, "non sono sicuro che per avere un viso amazzonico la Chiesa abbia bisogno del sacerdozio uxurato".

Ouellet ha parlato in occasione di una conferenza stampa organizzata dalla casa editrice Cantagalli, presso la Sala Marconi del Vaticano, per la presentazione del libro di Ouellet "Amici dello sposo. Per una visione rinnovata del celibato sacerdotale". Pur affermando che il libro "ha uno scopo che va moto al di là dell'attualità immediata", Ouellet stesso ha citato i viri probati e il Sinodo sull'Amazzonia in intoduzione. Il porporato è teologo della scuola di Communio, la rivista teologica fondata da Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar.

"Quanto alle urgenti sfide pastorali che agli occhi di certuni giustificano la dissociazione ormai programmata del celibato e del sacerdozio", si legge nel suo libro, "non si dovrebbe affrontarle con una vasta operazione di nuova evangelizzazione per rivitalizzare la fede piuttosto che reclamare dei preti sposati e delle donne prete per coprire i posti vacanti nelle comunità?".

"Negli ultimi tempi i sacerdoti hanno sofferto abbastanza, giustamente e ingiustamente, e ho sentito personalmente che c'era bisogno di incoraggiamento per sostenerli nel ministero", ha detto Ouellet per spiegare perché ha scritto questo libro. Quando il Papa ha scritto, di recente, una lettera di incoraggiamento ai sacerdoti, "mi sono rallegrato molto", ha detto Ouellet, ed ho pensato che "potevo allargare il messaggio del Papa". In particolare, "gli abusi sessuali" e "la trasformazione che la Chiesa ha dovuto fare per rispondere a questa enorme sfida", secondo Ouellet, "la morale dei preti è un po' in questione" e sono emersi, nel dibattito, le voci di chi sostiene che "bisogna ripensare tutto" e che "il calibato non è la causa (degli abusi,ndr.), ma...". Secondo Ouellet, tuttavia, sebbene "talvolta gli atteggiamenti dei preti non sono stati all'altezza", "non di deve perdere di vista il grande valore" del celibato obbligatorio, che è di per sé "una confessione di fede" e "ha un potenziale evangelizzatore incomprabile" che "penetra le culture".

Da qui, è stato il ragionamento del cardinale prefetto della congregazione dei Vescovi, se l'ipotesi dei viri probati nasce dalla scarsità di sacerdoti e dalla impossibilità per molte comunità che vivono sparpagliata nella sconfinata Amazzonia di vedere regolarmente un sacerdote e di ricevere di conseguenza l'eucaristia, lo scetticismo: mancano le vocazioni, non ci sono catechisti, e "bisogna trovare alternative", ma sarebbe "controproducente" risolvere la questione con i viri probati, secondo Ouellet. Sebbene dunque nei riti non latini della Chiesa cattolica ci siano preti sposati", il celibato obbligatorio, ha detto, "non è un dogma" e "non è un'eresia" discuterne ma c'è "un legame strettissimo e intimissimo" tra astinenza sessuale e sacerdozio. A chi domandava come si comporterebbe se l'assemblea sinodale approvasse con un quorum dei due terzi l'introduzione dei viri probati, Ouellet ha detto che "è troppo presto" e "bisogna vivere l'evento, poi vedremo: non posso anticipare una risposta".